Roberta Nardi

Roberta Nardi

Il Tar del Lazio con ordinanza cautelare del 26 luglio 2013 ha accolto l’istanza cautelare di un praticante bocciato all’esame orale. Il Tar, accogliendo la sospensiva, ha disposto l’onere per l’amministrazione di rinnovare l’esame orale del ricorrente, con una commissione in diversa composizione e con estrazione, a cura del candidato, delle domande per l’esame orale. Il termine per effettuare l’orale è di 90 giorni.

Il provvedimento prende forma da un ricorso patrocinato dallo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners in cui si lamentavano una serie di eccezioni tra cui il tempo della prova, nonché la circostanza che le domande su cui era stato interrogato il praticante avvocato non erano state estratte a sorte dalla commissione.

Tale ultima censura era stata avanzata con motivi aggiunti e sulla domanda cautelare del ricorrente, avanzata in detti motivi, il Tar del Lazio con ordinanza istruttoria motivata aveva “Ritenuto necessario, al fine del decidere, acquisire da parte del Ministero della Giustizia - Dipartimento per gli Affari di Giustizia – Commissione per “Esame Avvocato Sessione 2011”, ulteriore documentazione consistente nel verbale, anche di carattere generale e collettivo, afferente alle prove orali di esame, ove risulti che le domande ai candidati sono state estratte dai medesimi, così come prescritto dalla Nota della Commissione del 5/12/2011 ed aveva ordinato all’Autorità intimata di depositare quanto richiesto”.

Il Ministero della Giustizia - Dipartimento per gli Affari di Giustizia - Commissione per “Esame Avvocato Sessione 2011” non provvedeva ad ottemperare alla detta istruttoria probabilmente per l’assenza stessa di tale verbale. Il T.A.R. “Considerato che non avendo l’amministrazione provveduto ad adempiere all’ordinanza istruttoria n. 5740/201” traeva “elementi di prova a favore delle censure dedotte dal ricorrente con i motivi aggiunti ai sensi dell’art. 116 c.p.c.”

Pertanto, dal mancato deposito istruttorio venivano tratti argomenti di prova che, unitamente alla non contestazione delle censure del ricorrente, hanno portato al rifacimento dell’esame orale.

Il Tar del Lazio con sentenza del 26 luglio 2013 ammette definitivamente una nostra ricorrente che aveva subito un errore nella correzione di una domanda, che aveva comportato la decurtazione di 0,25 punti.

Nel test vi era un annerimento della casella desumibile dalla forma grafica più marcata e che la riempiva del tutto rispetto alla forma usata per altre risposte.

Pertanto, in virtù dell’annerimento completo della casella si è riusciti a non computare la risposta con conseguente riattribuzione del punteggio di 0,25 inizialmente sottratto.

La vicenda trae origine da un procedimento giurisdizionale in cui si sosteneva che un candidato collocatosi in posizione ex aequo, ma con la laurea, doveva essere direttamente ammesso e non paragonato agli altri studenti.

Il Tar del Lazio nella prima fase cautelare respinse il ricorso ma la tenacia della ricorrente e dei suoi difensori ha fatto sì che il provvedimento, una volta impugnato, fosse riformato dinanzi al Consiglio di Stato sempre in fase cautelare e con ammissione in sovrannumero dell’istante.

Il Tar del Lazio, sez. III°, riaffrontando il ricorso in una fase non più sommaria ma di merito ha accolto il primo motivo sulla casella “mal” annerita e ha ritenuto assorbiti gli altri motivi.

In tal modo il Tribunale ha accolto il ricorso annullando il provvedimento impugnato in relazione al punteggio.

 

Un’altra importante vittoria ottenuta dallo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners  e da Adida nell’ambito del Concorso a posti e cattedre per il reclutamento del personale docente.

Nella giornata di ieri il Tar del Lazio ha emesso il decreto con cui ha accolto la domanda cautelare ed ha ammesso la ricorrente a sostenere le prove orali del c.d.”Concorsone”.

Le censure indicate nel ricorso riguardano, questa volta, le modalità con cui le Commissioni giudicatrici hanno effettuato le correzioni sugli elaborati scritti dei candidati e, in particolare, l’applicazione di griglie  anche considerevolmente diverse nelle varie regioni, che di fatto hanno comportato una disparità di trattamento nella correzione degli scritti.

La ricorrente, avendo ottenuto un punteggio di 19/40, non raggiungeva la soglia minima di 28/40 prevista per l’ammissione alla prova orale, ed era quindi stata esclusa.

L’utilizzo di griglie differenti da parte delle Commissioni giudicatrici delle varie regioni, sebbene prevista dal Ministero, comporta che la stessa prova scritta possa ottenere punteggi anche notevolmente diversi se corretta da una Commissione piuttosto che da un’altra, dando luogo ad una evidente disparità di trattamento.

La docente, attraverso il nostro Studio, ha presentato ricorso al Tar del Lazio, evidenziando tali irregolarità nelle correzioni, ed il Giudice Amministrativo, ritenendo il provvedimento impugnato “suscettivo di determinare una situazione di grave e irreparabile pregiudizio nella sfera giuridica della ricorrente”, ha accolto la domanda cautelare e ammesso la docente a partecipare alle prove orali.

Si tratta di un provvedimento di rilevante interesse, seppur di natura cautelare, non solo perché consente ancora una volta di far luce sulle irregolarità e le ingiustizie nelle procedure dei concorsi pubblici, ma ancor di più perché attinge ad uno spazio storicamente riservato alla Pubblica Amministrazione, la cui discrezionalità ha da sempre rappresentato un muro impenetrabile al sindacato giurisdizionale del Giudice Amministrativo.

Il cammino è ancora lungo, ma un altro passo è stato percorso. Il tempo ci dirà dove arriveremo.

Vedi la rassegna stampa.

Venerdì, 12 Luglio 2013 15:46

ECCO I RICORSI SUL NUOVO DECRETO DELLE GAE

Il D.M. n. 572/13 consente il solo aggiornamento delle GAE.

Ancora una volta non si consente ai DEPENNATI ed ai CONGELATI SSIS che avevano omesso di inserirsi in G.A.E. nel 2009 ma che ora hanno ottenuto l'abilitazione a mezzo del T.F.A. di poter inserirsi e/o reinserisi in G.A.E.

Secondo noi si tratta di docenti discriminati perché, pur avendo gli stessi titoli e gli stessi requisiti dei colleghi già presenti nelle Gae, sono esclusi per mancato aggiornamento d’iscrizione, dopo la chiusura delle graduatorie con la Legge 27 dicembre 2006 n.296 o per aver dimenticato di iscriversi nel 2009 quali congelati SSIS.

Di fatto è impedito, a docenti in possesso di titoli e di merito, di avere l'opportunità di lavorare nella scuola per gli ostacoli burocratici frapposti dal MIUR.

Abbiamo già vinto su questo tema ed ora rinnoveremo la richiesta al T.A.R. Lazio.

Aderisci all'azione chiedici la documentazione per aderire al seguente indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Di seguito, in allegato, è disponibile un prototipo dell'istanza da riadattare e inoltrare a mezzo raccomandata a.r. all'Ufficio Scolastico Provinciale competente e al MIUR.

 

Un’altra importante vittoria ottenuta dallo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners  e da Adida nell’ambito del Concorso a posti e cattedre per il reclutamento del personale docente.

Nella giornata di ieri il Tar del Lazio ha emesso il decreto con cui ha accolto la domanda cautelare ed ha ammesso la ricorrente a sostenere le prove orali del c.d.”Concorsone”.

Le censure indicate nel ricorso riguardano, questa volta, le modalità con cui le Commissioni giudicatrici hanno effettuato le correzioni sugli elaborati scritti dei candidati e, in particolare, l’applicazione di griglie  anche considerevolmente diverse nelle varie regioni, che di fatto hanno comportato una disparità di trattamento nella correzione degli scritti.

La ricorrente, avendo ottenuto un punteggio di 19/40, non raggiungeva la soglia minima di 28/40 prevista per l’ammissione alla prova orale, ed era quindi stata esclusa.

L’utilizzo di griglie differenti da parte delle Commissioni giudicatrici delle varie regioni, sebbene prevista dal Ministero, comporta che la stessa prova scritta possa ottenere punteggi anche notevolmente diversi se corretta da una Commissione piuttosto che da un’altra, dando luogo ad una evidente disparità di trattamento.

La docente, attraverso il nostro Studio, ha presentato ricorso al Tar del Lazio, evidenziando tali irregolarità nelle correzioni, ed il Giudice Amministrativo, ritenendo il provvedimento impugnato “suscettivo di determinare una situazione di grave e irreparabile pregiudizio nella sfera giuridica della ricorrente”, ha accolto la domanda cautelare e ammesso la docente a partecipare alle prove orali.

Si tratta di un provvedimento di rilevante interesse, seppur di natura cautelare, non solo perché consente ancora una volta di far luce sulle irregolarità e le ingiustizie nelle procedure dei concorsi pubblici, ma ancor di più perché attinge ad uno spazio storicamente riservato alla Pubblica Amministrazione, la cui discrezionalità ha da sempre rappresentato un muro impenetrabile al sindacato giurisdizionale del Giudice Amministrativo.

Il cammino è ancora lungo, ma un altro passo è stato percorso. Il tempo ci dirà dove arriveremo.

Per aderire al ricorso contatta lo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vedi la rassegna stampa.

Nella serata di ieri, 8 luglio 2013, l’Avv. Michele Bonetti è stato ospite della penultima puntata de “I DIECI COMANDAMENTI”, andata in onda su rai 3 ed intitolata “Non rubare”.

<<Quanti modi ci sono di rubare?>> - Questo l’interrogativo dal quale il giornalista Domenico Iannacone è partito per raccontare la peculiare storia di Gianluca, oggi affermato fisioterapista solo grazie all’intervento dell’Avvocato Michele Bonetti e della complessa battaglia che da anni porta avanti contro il meccanismo del numero chiuso previsto per l'accesso ad alcune facoltà universitarie italiane, per conto dell'Unione degli Universitari e in rappresentanza di migliaia di aspiranti matricole.

Il servizio, incentrato sui test di ammissione universitari, prende in esame il caso di uno studente vittima dei test d’ingresso truccati presso l’Università Tor Vergata di Roma e fornisce l'ennesima prova del sistema clientelare e corrotto che caratterizza l'azione amministrativa del nostro Paese.

A questo studente era stato sottratto un diritto, quello allo studio, sancito dalla nostra Costituzione, ma lui non si è arreso e si è rivolto allo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners che ha sostenuto la sua causa, conducendo una battaglia all’insegna dei suoi diritti e vota a restituirgli il futuro. Una storia, questa, comune a molti giovani che si trovano ogni giorno in similari situazioni senza neppure saperlo.

La denuncia di questo studente ha permesso, infatti, di svelare le tante anomalie che esistono dietro ai test di ammissione all’università. La vicenda di Gianluca si è conclusa con un epilogo a lieto fine: il suo ricorso, patrocinato dall’Avv. Bonetti, gli ha permesso di combattere e vincere contro il furto del suo diritto allo studio, quindi del suo futuro.

 

Innanzi al contrasto giurisprudenziale tra le diverse Sezioni del Consiglio di Stato, il C.G.A. ha ritenuto talmente peculiare il caso anonimato all'Università di Messina, da rimettere la questione all'Adunanza Plenaria.
La vicenda era quella che nel 2011 portò decine di ammessi all'Ateneo di Messina.
I quattro nostri appelli riguardanti la predetta questione sono stati, così, rimessi dal C.G.A. all'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. (C.G.A., 10 maggio 2013, n. 464).

L’avv. Michele Bonetti dell’Unione degli Universitari nella sua rubrica mensile su “il Corriere dell’Università Job” - mensile che propone approfondimenti sulla politica universitaria, con informazioni e guide di orientamento per studenti, docenti e addetti ai lavori - ha affrontato il tema degli studenti che, rimasti esclusi dall’ingresso all’università per il numero chiuso, anziché smettere di studiare, tentano la carta delle università straniere.

Nell’intervista sul predetto mensile - che opera da quindici anni nell’editoria universitaria ed è promotore di molte iniziative speciali dedicate ai giovani - egli ha affermato che numerosi studenti, fra i circa quarantaduemila ragazzi che studiano, oggi, all’estero, vorrebbero ritornare in Italia, tuttavia gli Atenei che consentono in concreto il trasferimento dall’Estero sono la minoranza.

Infatti, ogni anno le Università, mediante la pubblicazione di appositi bandi, in ottemperanza alle indicazioni ivi contenute ed usando la modulistica dalle stesse fornita, permettono agli studenti interessati di richiedere il rilascio del nulla osta al trasferimento. Non di rado, Accade, però, che l’Università ostacoli l’ottenimento del nulla osta da parte dello studente, emettendo un provvedimento di diniego, quasi sempre carente di idonea ed esaustiva motivazione, illogico e contraddittorio.

L’Avv. Bonetti ha spiegato che una via d’uscita per questi ragazzi c’è : il rimedio consiste nella possibilità di impugnare il provvedimento di diniego dinanzi al Tar entro sessanta giorni; il Legale deve richiedere la c.d. sospensiva, ovvero un provvedimento che consente di immatricolarsi in due mesi circa dall’inoltro del ricorso.

Bisogna precisare che da molti anni l’Unione degli Universitari, per il tramite dello Studio legale Avvocato Michele Bonetti & Partners, patrocina le cause sui trasferimenti, in quanto l’emanazione di provvedimenti di tal specie da parte degli Atenei si configura quale lesione irrimediabile del diritto allo studio, che com’è noto, è un diritto costituzionalmente tutelato e non può essere compresso; dopo anni e anni di battaglie è definitivamente passato questo principio: quando vi sono i posti rimasti liberi e non assegnati a nessuno ci si può trasferire dall’estero.

In allegato il testo completo dell'intervista.

Lo scorso 20 maggio il Tar dell’Umbria ha emesso un decreto d’urgenza con il quale è stata “ravvisata la necessità di sospendere i decreti rettorali … nella parte in cui indicono le elezioni per i giorni del 21 e del 22 maggio”, provvedendo in tal modo sulla grave vicenda dell’esclusione delle principali liste elettorali dell’UDU presentate nell’ambito delle votazioni per l’elezione dei Rappresentanti del Consiglio degli Studenti all’Università degli Studi di Perugia.

Il Presidente del Tar, Dott. Cesare Lamberti, ha rilevato la mancanza di motivazione nei provvedimenti con cui è stata notificata l’inammissibilità delle liste dell’UdU.

E’ fondata quindi la censura prospettata in ricorso concernente la violazione dell’obbligo di motivazione a cui l’Università di Perugia non avrebbe dovuto sottrarsi nella decisione di escludere le liste dell’UDU dalla competizione elettorale.

L’esclusione così comunicata, priva di motivazione, configura, come confermato dal decreto, una violazione del principio della massima partecipazione alle competizioni elettorali nonché del principio di economicità dell’Amministrazione - previsto esplicitamente all’art.1 della legge 241/1990 - e del principio trasparenza del procedimento, attuativo peraltro di quella parte dell’art. 97 comma 1 Cost. che informa l’azione amministrativa al principio di imparzialità.

I Giudici, in considerazione che l’Associazione UDU Perugia ha assunto di aver presentato tempestivamente le liste per l’ammissione alle competizioni elettorali indette, hanno invitato l’Ateneo a rinviare le elezioni degli studenti ad una data successiva al pronunciamento della Camera di Consiglio, fissata per il prossimo 5 giugno.

Vedi il provvedimento vittorioso e la rassegna stampa allegata.

Arriva il primo decreto favorevole per Adida sul ricorso patrocinato dallo Studio Legale Avv. Michele Bonetti & Partners. Il ricorrente che aveva superato la prova scritta del c.d. Concorsone con punteggio più che sufficiente pari a 23/30 non veniva ammesso all’orale dal momento che alla prova di laboratorio totalizzava un punteggio pari a 6/10, senza superare la soglia minima di 7/10 e, pertanto, non veniva inserito nell’elenco degli ammessi.

La prima censura ha proprio ad oggetto la soglia di 7/10, arbitrariamente fissata dal M.I.U.R. poiché in contrasto con l’art. 400, comma 11, del T.U. n. 297/94 secondo cui non si è ammessi alla successiva prova di concorso ove si ottenga“l'attribuzione ad una prova di un punteggio che, riportato a decimi, sia inferiore a sei preclude la valutazione della prova successiva”.

L’altra censura ha avuto ad oggetto la valutazione della Commissione che non ha valutato congiuntamente la prova scritta con la prova pratica, dal momento che sia il Testo Unico 297/94 che il bando dispongono che deve essere effettuata la somma del punteggio della prova scritta e quello della prova di laboratorio.

Il T.A.R. del Lazio ha accolto la nostra domanda cautelare ritenendo il provvedimento impugnato “suscettivo di determinare una situazione di grave e irreparabile pregiudizio nella sfera giuridica del ricorrente.”

 

Vai al provvedimento vittorioso.

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