Claudia Palladino

Claudia Palladino

Il T.A.R. Lazio, con plurimi e recenti decreti monocratici, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed accertato il diritto dei corsisti di Medicina generale e dei dottori già iscritti in una scuola di specializzazione al riconoscimento dei punti spettanti per i titoli conseguiti durante il percorso accademico.

Il bando per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche del 24 luglio 2020, difatti, impediva ai candidati titolari di un contratto di formazione medica o già specializzati di vedersi attribuire i punti aggiuntivi per i titoli posseduti (un massimo di due punti per il voto di laurea, un massimo di tre punti per la media ponderata complessiva dei voti degli esami sostenuti ed ulteriori due punti per tesi sperimentale e dottorato di ricerca).

Si tratta di una nuova vittoria dopo quella riguardante i frequentanti il II e III anno dei corsi di Medicina generale che erano stati addirittura esclusi dalla partecipazione al concorso e poi ammessi alle prove dal TAR del Lazio.

“Si tratta “, commentano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, founders dello Studio Bonetti & Delia “di un ennesimo provvedimento importante che, pur se ancora emesso in fase cautelare, consentirà ai nostri ricorrenti di essere inseriti in graduatoria in condizioni di parità rispetto ai colleghi, riconoscendo giustamente il loro eccellente percorso accademico”.

È ancora possibile agire avverso tale previsione del bando, ricorrendo entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando.

Consigliamo, ovviamente, di agire in tempi rapidissimi, dato l’imminente termine per la pubblicazione della graduatoria, prevista per il 5 ottobre prossimo.

Per aderire ai ricorsi collettivi ed individuali clicca QUI

Per ulteriori informazioni scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

È stata appena pubblicata sul sito istituzionale del concorso per l’assunzione di 1851 Allievi Agenti una nota che dispone l’avvio delle convocazioni agli accertamenti dell’efficienza fisica e dell’idoneità fisica, psichica e attitudinale per gli allievi agenti della Polizia di Stato, disposto ai sensi dell’art. 260-bis del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, che ha sanato la posizione dei ricorrenti.

I ricorrenti sono convocati dal 14 ottobre al 1° dicembrecompresi sabato 24 e 31 ottobre, 14 e 21 novembre e 5 dicembre pp.vv. per essere sottoposti ai predetti accertamenti.

Dunque, tutti i ricorrenti non ancora sottoposti alle prove potranno ora prendervi parte, in modo da poter partecipare al prossimo corso di formazione che partirà probabilmente nel mese di gennaio 2021.

Si invitano tutti i ricorrenti del nostro studio a consultare attentamente il calendario delle convocazioni, nonché a seguire pedissequamente le indicazioni e la documentazione predisposta dell’Amministrazione.

Finalmente anche questa ulteriore tranche di nostri ricorrenti potrà dimostrare di essere ampiamente meritevole di entrare a far parte della Polizia di Stato. – commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio Bonetti & Delia – Questi ragazzi non si sono mai dati per vinti ed è giunta anche per loro il momento di partecipare alle prove. Continueremo a vigilare sull’operato dell’Amministrazione anche in questa ulteriore fase.

Lo Studio Legale Avvocato Michele Bonetti & Partners comunica che in data 2 ottobre 2020 (venerdì) dalle dalle ore 12.00 alle ore 13.30 si terrà la prossima riunione a mezzo della piattaforma telematica Microsoft Teams relativa ai ricorsi proposti dallo Studio Legale sui test per le facoltà a numero chiuso del presente anno.

La riunione è rivolta a tutti coloro i quali siano interessati alla proposizione del ricorso con il patrocinio dello Studio Bonetti&Partners e verranno analizzate e trattate tutte le azioni che patrocineremo per il corrente anno accademico 2020/2021.

Ricordiamo che è già on line l’informativa contenente le istruzioni per effettuare l’adesione ai ricorsi http://www.avvocatomichelebonetti.it/component/k2/2219-aperte-le-adesioni-ai-ricorsi-collettivi-e-individuali-per-il-numero-chiuso-a-a-2020-2021-medicina-e-chirurgia-ed-odontoiatria-e-protesi-dentaria-veterinaria-architettura-ecc-informativa-sulle-azioni-e-form-di-adesione.

Per partecipare alla riunione sarà sufficiente collegarsi cliccando il seguente link (in caso di difficoltà copiare e incollare in link direttamente nel browser) https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZmM5NmM3ZDQtYzM2ZS00YTk1LTk3NGItOWViOWQxY2VmMmZi%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%225ac4bf41-23e5-495e-ad54-13ef0fdfeaf7%22%2c%22Oid%22%3a%22f6fa2031-cb99-416e-aa94-aa729162f886%22%7d

Come sempre chiediamo cortesemente di collegarsi alcuni minuti prima in modo da consentirci di ammettere alla riunione in tempo utile tutti gli interessati.

Per ulteriori chiarimenti e per informazioni potete contattare lo Studio ai recapiti indicati nella sezione “contatti” e mediante l’indirizzo mail dello Studio Legale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Il Consiglio di Stato ha accolto gli appelli proposti dallo Studio Bonetti & Delia e ordinato al Ministero di assegnare ai ricorrenti vittoriosi i circa 3000 posti banditi in più negli anni successivi a quelli del rispettivo concorso. Il Ministero, difatti, solo per il concorso del 2018, aveva provveduto ad una prima assegnazione ai nostri ricorrenti vittoriosi nel mese di dicembre 2019 senza, tuttavia, dar seguito ad ulteriori fasi di assegnazione e non provvedendo ancora alle assegnazioni sul concorso 2019 nonostante le centinaia di ordinanze favorevoli al nostro studio.

Il Consiglio di Stato, in particolare, ha chiarito che “l’aumento dei posti sembra oltretutto inevitabile, per effetto della recente sentenza di questa Sezione 11/09/2020 n. 5429, che ha annullato, per le ragioni ivi specificate, la determinazione dell’offerta formativa di cui al DM 28 giugno 2018 n. 524“. Atenei ed il Ministero, si legge in quella sentenza,  “dovranno, d’ora in poi, fornire sempre adeguata contezza sui numeri dei posti messi a concorso nelle prove d’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale a c.u. ad accesso programmato”.

Ma come si è giunto a tale risultato. Il Consiglio di Stato, valorizzando le tesi difensive del nostro studio, stigmatizzava le scelte ministeriali evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri“.

Un sistema come quello messo in piedi dal Ministero, dunque, “frustra le aspettative dei candidati (come, del resto, il contenuto dei quesiti somministrati perlopiù non congruenti con i saperi appresi nella Scuola superiore), si manifesta in una condotta istruttoria carente nel confezionamento del numero dei posti a concorso e nei metodi di selezione, sì da restare arcani e ad alimentare oltremodo il perenne contenzioso scolasticoSicché gli Atenei ed il Ministero dovranno, d’ora in poi, fornire sempre adeguata contezza sui numeri dei posti messi a concorso nelle prove d’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale a c.u. ad accesso programmato”.

La nostra tesi, oggi accolta dal Consiglio di Stato, difatti, concludono gli Avvocati Bonetti e Delia ha dimostrato che nonostante gli Atenei potessero formare ben più studenti, stante la volontà dichiaratamente politica di non finanziare più borse di studio, si è attuata una lenta e costante politica di sottoutilizzazione delle risorse di Ateneo utile ad evitare alle strategie politiche di investire sempre meno sulle successive borse di studio. Il decremento di ammissioni, nonostante i tanti studenti che si cimentano al test, difatti, non è affatto giustificato dalle carenti risorse degli Atenei e dalla impossibilità di questi di ben formare gli studenti sulla base di adeguati standard europei,  ma solo sulla base di tali scelte per nulla compatibili con il diritto costituzionalmente garantito allo studio. Per noi, chiudono i legali, è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare“.

Attendiamo che il Ministero proceda alle assegnazioni entro il mese di ottobre dopo di chè procederemo alla fase di ottemperanza con il rischio di danni erariali di cui qualcuno dovrà rispondere.

ADESIONI AI RICORSI COLLETTIVI E INDIVIDUALI PER IL NUMERO CHIUSO A.A. 2020/2021 (MEDICINA E CHIRURGIA ED ODONTOIATRIA E PROTESI DENTARIA, VETERINARIA, ARCHITETTURA, ECC.)

INFORMATIVA SULLE AZIONI E FORM DI ADESIONE

Lo Studio Legale Bonetti&Delia apre le adesioni sui ricorsi avverso i test di accesso a numero chiuso a.a. 2020/2021.

In allegato alla presente troverete tutte le informazioni per aderire ai ricorsi di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, Professioni Sanitarie, ecc., con l’informativa dettagliata delle nostre azioni e la modulistica per i ricorsi collettivi e individuali che proponiamo.

SCADENZA ADESIONI ENTRO IL 31 OTTOBRE.

Abbiamo previsto un ciclo di webinar a cui possono partecipare liberamente tutti gli interessati:

-          VENERDI’ 25 SETTEMBRE 2020, MEDIANTE PARTECIPAZIONE SU INVITO ALLA PIATTAFORMA MICROSOFT TEAMS, SU INVITO PER COLORO CHE HANNO COMPILATO LA PROCEDURA DI PREADESIONE IN TEMPO UTILE;

-          VENERDI’ 2 OTTOBRE 2020, ORE 12.00, MEDIENTE PARTECIPAZIONE SU INVITO ALLA PIATTAFORMA MICROSOFT TEAMS.

Abbiamo, altresì, calendarizzato alcune giornate di sabato dedicate agli appuntamenti individuali, che dovranno essere concordati e fissati direttamente con la segreteria dello Studio Legale. Sul punto, rappresentiamo che lo Studio sarà aperto ai ricevimenti già il giorno di sabato 3 ottobre 2020.

Come potrete leggere nell’informativa allegata, lo Studio Legale Michele Bonetti & Partners proporrà un ricorso collettivo per le facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi Dentaria e un ricorso collettivo per la facoltà di Veterinaria; inoltre vi è la possibilità di aderire in forma individuale a tutte le nostre azioni utilizzando la modulistica allegata e compilando gli appositi form di adesione riportati nell’informativa dettagliata.

In particolare, ricordiamo che per perfezionare l’adesione si dovrà scaricare tutta la documentazione in allegato, firmarla in ogni sua parte, inoltrarla via email scansionata all’indirizzo mail dello Studio Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., spedire gli originali via raccomandata a.r. all’indirizzo dello Studio Legale riportato, congiuntamente alla copia del bonifico effettuato, compilare il form di adesione.

Per alcune tipologie di azioni individuali e per alcune facoltà abbiamo previsto la fissazione di colloqui ed appuntamenti con i Professionisti dello Studio Legale.

Rimettiamo, infine, in allegato anche un modello di accesso agli atti, già rimesso nelle precedenti informative sulle preadesioni, che potrete utilizzare integrando i dati personali e inoltrandolo alle Amministrazioni.

Venerdì 2 ottobre alle ore 18:00 si terrà un Webinar gratuito per rispondere a tutte le Vostre domande sul concorso specializzazioni mediche, nonché sulle implicazioni dello stesso sull’iscrizione e/o frequenza del corso di formazione specifica in Medicina Generale appena iniziato

In particolare durante l’incontro verranno trattate plurime tematiche attinenti il concorso specializzazioni in medicina: dalle azioni riguardanti i punteggi non computati ai corsisti ssm, alle future possibili azioni dei candidati che verranno esclusi per punteggi non sufficienti in base alla pubblicazione della graduatoria che avverrà il prossimo 5 ottobre, ed altresì verrà approfondita la problematica, rappresentataci da molti Dottori, secondo cui l’iscrizione al corso di medicina generale (contestualmente all’inizio del corso stesso) prima della pubblicazione della graduatoria relativa alle specializzazioni potrebbe dar luogo a incompatibilità con l’iscrizione al corso triennale in medicina generale.

Per partecipare alla riunione è necessaria la compilazione del SEGUENTE FORM al fine di ricevere l’invito a mezzo mail.

Inoltre si rappresenta la disponibilità di un confronto de visu presso lo studio nella giornata di sabato 3 ottobre. L’appuntamento andrà in ogni caso concordato con la segreteria al fine del rispetto della normativa antiCovid.

Il Consiglio di Stato ha definitivamente annullato la procedura di programmazione ministeriale sui posti per l’accesso a Medicina e Odontoiatria: “gli Atenei ed il Ministero dovranno, d’ora in poi, fornire sempre adeguata contezza sui numeri dei posti messi a concorso nelle prove d’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale a c.u. ad accesso programmato”. Si tratta di una lunga e tortuosa battaglia giudiziaria invero iniziata da oltre un decennio con l’ampia segnalazione svolta innanzi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, sin dal 2009, aveva segnalato gli evidenti vizi della procedura di individuazione del numero dei posti eccessivamente ristretta e ben al di sotto delle reali potenzialità di formazione degli studenti.

Negli anni a seguire, anche in ragione dell’accoglimento di altri vizi della procedura sui ricorsi patrocinati dallo studio legale Bonetti & Delia, quali tra i più eclatanti quello sulla necessità di attivare la graduatoria nazionale (che dal 2013 è diventata la regola a seguito della rimessione della questione alla Corte Costituzionale da parte del Consiglio di Stato), la violazione dell’anonimato (negli anni 2013 e 2014 con la vittoria degli studenti innanzi all’Adunanza Plenaria) e la saturazione di tutti i posti disponibili (2015 e 2016 con l’annullamento dei Decreti Ministeriali di tali anni), il vizio rimase sullo sfondo e non direttamente affrontato dalla giurisprudenza.

Dal 2017, tuttavia, il Consiglio di Stato valorizzando le tesi difensive dei due studi legali (Bonetti&Delia e Pellegrini Quarantotti) che hanno assistito migliaia di studenti esclusi, stigmatizzava le scelte ministeriali evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri”.

Oggi giunge la sentenza di merito n. 5429/2020, sul giudizio patrocinato dall’Avv. Cristiano Pellegrini Quarantotti, conclusiva dei giudizi con la quale il Consiglio ha più diffusamente esplicitato la propria posizione stigmatizzando, duramente, le scelte del Ministero e lanciando un monito per il futuro del numero chiuso in Italia.

“Sfugge infatti, né è ben spiegata la ragione per cui, nel breve volgere di sette mesi, per l’anno accademico successivo, il sistema universitario ha rinvenuto una capacità ricettiva coeteris paribus nuova per quasi duemila posti in più rispetto al precedente”. Che diventeranno poi 4 mila se riferiti all’anno 2020/21. “Ciò comporta senz’altro, a pena di fornire oggi dati astratti o non veritieri, l’esistenza d’una corrispondente capacità ricettiva pregressa e facilmente disponibile, tale, quindi, non solo da giustificare l’ingresso dei nuovi studenti, ma pure da dimostrare l’attitudine dei diversi Atenei, ove più ove meno, ad riceverli anche [in precedenza]”.

A differenza di quanto sinora accaduto, il Consiglio di Stato ha ribadito “che è stretta ed autonoma competenza del Ministero e non del sistema universitario di valutare l’essenza e l’efficacia dell’offerta potenziale anno per anno” e non acriticamente recepirlo. Al contrario, stante l’evidente carenza di medici ed il peculiare contesto storico possono “imporsi anche nuove modalità, anche mediante l’innovazione tecnologica, di utilizzazione delle medesime strutture fino a che non venga compromessa l’adeguatezza della formazione”.

Un sistema come quello messo in piedi dal Ministero, dunque, “frustra le aspettative dei candidati (come, del resto, il contenuto dei quesiti somministrati perlopiù non congruenti con i saperi appresi nella Scuola superiore), si manifesta in una condotta istruttoria carente nel confezionamento del numero dei posti a concorso e nei metodi di selezione, sì da restare arcani e ad alimentare oltremodo il perenne contenzioso scolastico. Sicché gli Atenei ed il Ministero dovranno, d’ora in poi, fornire sempre adeguata contezza sui numeri dei posti messi a concorso nelle prove d’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale a c.u. ad accesso programmato”.

E’ oggi dimostrato, dunque, che l’enorme carenza di personale medico che il Ministro della Salute non ha esitato a definire drammatico con il comunicato del settembre 2018, è frutto di un’istruttoria sulle immatricolazioni totalmente errato che ha aggravato l’attuale problematica dell’imbuto formativo.

La nostra tesi, oggi accolta dal Consiglio di Stato, difatti, concludono gli Avvocati Bonetti, Delia e Pellegrini Quarantotti “ha dimostrato che nonostante gli Atenei potessero formare ben più studenti, stante la volontà dichiaratamente politica di non finanziare più borse di studio, si è attuata una lenta e costante politica di sottoutilizzazione delle risorse di Ateneo utile ad evitare alle strategie politiche di investire sempre meno sulle successive borse di studio. Il decremento di ammissioni, nonostante i tanti studenti che si cimentano al test, difatti, non è affatto giustificato dalle carenti risorse degli Atenei e dalla impossibilità di questi di ben formare gli studenti sulla base di adeguati standard europei, ma solo sulla base di tali scelte per nulla compatibili con il diritto costituzionalmente garantito allo studio. Per noi, chiudono i legali, è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare”.

È evidente che la sentenza in questione, ponendo dei principi giurisprudenziali chiari in materia, avrà un grande impatto anche sui ricorsi 2020/2021, in quanto anche la determinazione del numero dei posti per il concorso svoltosi quest’anno risulta essere stata fatta senza il rispetto di tutte le procedure previste dalla normativa vigente.

https://www.economysicilia.it/consiglio-di-stato-numero-chiuso-per-laccesso-a-medicina-serve-cambiamento/

RISULTATI TEST MEDICINA 2020, QUALCOSA NON TORNA – Sono sempre di più gli studenti che dopo aver controllato i risultati del proprio test sul sito del Miur si dicono sicurissimi di non aver risposto in un certo modo o di non aver fatto alcuni segni che ora invece appaiono nel foglio delle risposte. Qualcosa non torna e se all’inizio sembravano inspiegabili casi isolati, in rete gli studenti si sono confrontati e hanno capito che ad avere le stesse perplessità erano in tanti, troppi.

E’ IL MIO CODICE MA QUELLE NON SONO LE MIE RISPOSTE – Una valanga di segnalazioni è arrivata alle nostre mail raccontanto di essere sicuri di aver risposto a questa o quella domanda che ora non si ritrovano.

COSA POSSONO FARE ORA GLI STUDENTI CHE SI SENTONO DANNEGGIATI? Gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che da anni assistono migliaia di giovani candidati esclusi, fanno presente di aver ricevuto decine di segnalazioni circostanziate da parte di candidati che non riconoscono il proprio compito.
“Ogni anno”, ci riferisce l’Avvocato Santi Delia, “riceviamo segnalazioni di questo tipo. In ragione dell’emotività del momento non sempre i candidati ricordano perfettamente le risposte date. Per questo valutiamo attentamente queste segnalazioni e solo dopo approfondita analisi agiamo innanzi al T.A.R.”
“Grazie ad azioni mirate” – ci scrivono gli avvocati –  “siamo riusciti, su ordine del T.A.R. Catania, a far entrare la Guardia di Finanza al CINECA ed ad appurare l’effettiva esistenza di uno scambio di compiti grazie al quale il medesimo T.A.R. decretò l’accoglimento del nostro ricorso. In altri casi TAR e Consiglio di Stato hanno decretato, sempre sui nostri ricorsi, l’illegittimità di alcune correzioni operate dal CINECA ammettendo i nostri ricorrenti“. “Ogni azione va quindi vagliata attentamente caso per caso approfondendo la presenza di segni anomali anche attraverso perizie chimiche sull’inchiostro e calligrafiche che accertino chi ha messo quei segni che non sono di paternità del candidato”.
“La storia dei ricorsi sul numero chiuso che viviamo sul campo da quasi un decennio e che ci ha visti protagonista di ogni momento di rivoluzione di questo barbaro sistema che riusciremo ad eliminare (dall’anonimato, alla graduatoria unica alla redistribuzione dei posti extracomunitari sino alle vittorie sulle domande errate ed alle ultime vittorie sulla programmazione), ci insegna che non esistono, come si legge, tre-cinque o sette tipi di ricorso. Ogni azione va calibrata sulla singola posizione dei candidati che verranno accorpati in gruppetti omogenei solo dopo averne vagliato le caratteristiche”.

In particoalre l'ultima nostra vittoria conferma l'illegittimità dell'intero sistema che, anche quest'anno, è stato impostato con modalità ritenute illegittima dal Consiglio di Stato. 

Per info scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Per aderire alle nuove azioni clicca QUI 

Webinar gratuito per rispondere a tutte le Vostre domande sul concorso specializzazioni DOMANI (SABATO 26/9) alle ore 11.30.
Per partecipare alla riunione compila il SEGUENTE FORM e riceverai l’invito a mezzo mail. #ssm2020

SI PARLERA’ DELLE AZIONI RIGUARDANTI I PUNTEGGI DETRATTI AI CORSISTI SSM, L’ESCLUSIONE DEI CORSISTI MMG E COME TUTELARSI, OLTRE ALLE POSSIBILI AZIONI PER CANDIDATI CHE VERRANNO ESCLUSI PER PUNTEGGI NON SUFFICIENTI

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Una donna di 77 anni in buone condizioni generali giunge in Pronto Soccorso in seguito a caduta accidentale in casa. In figura viene mostrata la radiografia del bacino e delle anche della paziente.

Questo il testo della domanda n. 87 a cui segue l’immagine della radiografia.

Secondo il Ministero e la Commissione si tratta di una “frattura sottocapitata del femore sinistro” mentre a ben vedere l’immagine riporta una frattura destra.

Il caso relativo all’incongruenza tra il testo della domanda, l’immagine proposta e la soluzione non è affatto nuova per il test di ammissione alle scuole di specializzazione.

Al contrario è già occorsa appena due anni fa. Per primi (ed unici sul punto) abbiamo vinto al TAR con provvedimento confermato dal Consiglio di Stato ottenendo la condanna alle spese del Ministero e l’ammissione alla scuola dei nostri ricorrenti.

Vediamo come è andata.

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto le censure mosse contro una delle domande erratamente posta all’interno del test di ammissione per le scuole di specializzazioni mediche del 2018

Dopo la vittoria al TAR Lazio, il MIUR ha presentato appello avverso la nostra precedente vittoria, ma l’esito non è mutato. Diversamente, anche i giudici di Palazzo Spada hanno confermato che il quesito è errato ed il ricorrente ammesso alla scuola.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

TAR e Consiglio di Stato hanno confermato il clamoroso errore nella formulazione della domanda.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. TAR e CONSIGLIO DI STATO, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio hanno “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza fortemente stringente ha affermato che “l’appello presentato dal Ministero non appare assistito da adeguato fumus boni iuris, avendo il primo giudice apprezzato correttamente in fatto ed in diritto la fattispecie in esame”. In tal modo, vengono confermate i rilievi già precedentemente avanzati.

Così, ritenendo fondate le richieste degli Avvocati Bonetti e Delia, il Consiglio di Stato ha confermato la misura cautelare disposta dal giudice di primo grado che aveva sospeso l’efficacia degli atti impugnati e disposto l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione.

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Il T.A.R. Lazio, dopo le prime vittorie del 4 agosto, con provvedimento del 24 settembre 2020, in allegato al presente articolo, ha accolto i ricorsi proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e consentito di inserire anche i titoli in possesso ai fini del computo PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE ANCHE SE NON INSERITI IN DOMANDA.

Dopo le prime vittorie riguardante i frequentanti i corsi di Medicina generale il T.A.R. ha consentito di presentare i titoli in possesso anche ai soggetti ricorrenti che erano esclusi dalla Legge.

La nuova disciplina sulla valutazione dei titoli, difatti, è a nostro modo di vedere totalmente illegittima in quanto esclude dalla valutazione taluni titoli sol perchè in possesso di un candidato (già dipendenti del SSN, specializzandi e delle strutture accreditate) rispetto ad un altro. In tal senso la previsione è di Legge (16 luglio 2020, n. 76) ragion per cui abbiamo chiesto di sollevare questione di costituzionalità.

“Si tratta“, commenta l’Avvocato Michele Bonetti, founder dello Studio Bonetti & Delia che per primo ha ottenuto il provvedimento a livello nazionale per i concorrenti che avevano già espletato la prova ed avevano omesso di inserire i titoli in fase di domanda, “di un provvedimento assai importante che, pur se ancora emesso in fase cautelare, apre alla possibilità di un intervento normativo o di revisione regolamentare in corsa che eviti l’applicazione di una previsione barbara che mortifica il merito dei candidati e le legittime aspirazioni professionali e di sviluppo di carriera“.

E’ ancora possibile agire avverso tale previsione del bando sino al 27 settembre 2020 così da riuscire ad ottenere in tempo utile per la pubblicazione della graduatoria il provvedimento.

La questione dei titoli, difatti, va innanzi tutto impugnata nei termini con ricorso collettivo e successivamente potranno proporsi singoli ricorsi individuali valutando l’incidenza della decurazione dei punti sull’effettiva collocazione in graduatoria.

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