Lunedì, 16 Giugno 2008 11:52

Numero Chiuso: LA BATTAGLIA CONTINUA...

Pubblicato in Numero chiuso
La campagna per la legalità Aspetto dell’accesso programmato 2007 - 2008

 Care ragazze e cari ragazzi, la speranza di sensibilizzare sempre di più alla battaglia contro l’accesso programmato, da anni patrimonio culturale della nostra organizzazione, e il desiderio di rendervi partecipi del cammino fatto in questi mesi contro le distorsioni e le illegalità che imperversano nelle nostre università ci spingono a rivolgerci direttamente a tutti voi con questa nota. Vogliamo infatti trasmettervi tutto l’impegno e la dedizione che riserviamo a questa campagna di legalità che speriamo possa andare a beneficio di tutti gli studenti e che si riconduce nell’ambito di una ben più ampia battaglia per i diritti degli universitari.

Anche quest’anno abbiamo messo in atto una serie di azioni contro le prove selettive per l’anno accademico 2007-2008, delle quali - di seguito - vi forniamo notizia in modo dettagliato, pregandovi di attenervi solamente ai nostri comunicati e ai nostri chiarimenti.
PSICOLOGIA
Sono stati presentati alcuni ricorsi relativi alla Facoltà di Psicologia di cui uno collettivo per le lauree specialistiche ed uno individuale per la laurea triennale ove è stato scientemente coinvolto l’ultimo collocatosi in graduatoria.
I ricorsi, ivi compreso quello collettivo, sono stati vinti con conseguente ammissione degli studenti ai suddetti corsi di laurea; in modo particolare è stata ribaltata una recente pronuncia del Consiglio di Stato, organo gerarchicamente superiore al Tribunale Amministrativo adito, mediante la quale numerosi Atenei italiani avevano legittimato l’istituzione dell’accesso programmato.
Per quanto concerne la laurea specialistica è stata accolta la nostra interpretazione fondata sulla illegittimità dell’istituzione dell’accesso programmato per i corsi di laurea biennali.
Tali vittorie diverranno importanti riferimenti giurisprudenziali sull’accesso programmato sia per le lauree specialistiche, sia per tutti gli altri corsi di laurea e rappresenteranno delle linee di confine per tutte le prossime iniziative contro il numero chiuso.  Tutti i provvedimenti ottenuti sono stati confermati anche dal Consiglio di Stato.

MEDICINA E CHIRURGIA
Il 4 settembre 2007 si è svolta presso le Università la prova di ammissione al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia articolata su ottanta quesiti.
L'analisi dell'elaborato da parte del nostro pool di periti e di autorevoli esponenti del mondo accademico e scientifico ha immediatamente posto in essere la errata formulazione di molteplici domande e delle risposte che in alcuni casi si presentavano anche errate.
Con due mere comunicazioni apparse on line il MIUR annullava dapprima il quesito n. 79 e poi il n. 71 “in quanto sono possibili più risposte tra le opzioni indicate”. Il quesito n. 71 con le relative risposte però era già apparso in modo identico nel test di ingresso dell’anno accademico 2005-2006, e all’epoca non era stato annullato.
Sui due quesiti annullati e sugli altri errati individuati da un pool di periti gli aspiranti medici hanno dedicato tempo prezioso per tentare di risolverli.
La posizione di quest’anno del MIUR, oltretutto, non è stata coerente nemmeno con quella tenuta nell’anno accademico 2004-2005 relativamente al quesito n. 15 per il quale vennero riconosciute due risposte esatte, e - anziché procedere all’annullamento del quesito - fu statuito di considerare entrambe le risposte valide. Le irregolarità denunciate dagli studenti, di rilevanza anche penale, ci hanno così indotto a presentare un ricorso nazionale diretto all'annullamento della prova.
L’udienza del 29 novembre 2007 è stata rinviata dalla sezione III bis del Tar del Lazio al 20 dicembre 2007 a seguito dell’emanazione del cosiddetto decreto “blocca ricorso Udu”; è stato così necessario impugnare con motivi aggiunti tale decreto al fine di consentire la corretta prosecuzione della controversia.
L'emanazione di questo decreto ex post, a nostro avviso illegittimo e di carattere meramente confermativo, ha determinato una inversione di tendenza anche da parte di quei pochi Tar che avevano concesso le prime sospensive, come nel caso di Napoli dove ai nostri ragazzi è stato di fatto negato l'accesso all'università riformando i provvedimenti ottenuti.

Contemporaneamente, a seguito di molteplici accessi agli atti esperiti dall’Udu con notevole insistenza presso la Direzione dello Studente del Miur, abbiamo preso cognizione di gravissime irregolarità procedurali poste in essere dalla Commissione che ha formulato la prova contestata. La predetta Commissione, da quanto è emerso da tale accesso agli atti, pare abbia distrutto tutti i file e il materiale cartaceo relativo alle sedute che hanno portato all’elaborazione dei quesiti. Tale gravissimo comportamento ministeriale non ci consente – ad oggi - di valutare l’iter logico ed istruttorio che ha portato alla formulazione delle domande, con particolare riferimento a quelle da noi contestate tramite l’ausilio di una relazione peritale.
Anche il suddetto provvedimento e l'esito di tale accesso agli atti, ove si attesta la sopraesposta distruzione del materiale ed ove vi è un espresso diniego a produrre il decreto ministeriale di nomina della tanto declamata commissione, sono stati a loro volta impugnati.
All’udienza del 20 dicembre 2007 il Tar del Lazio ha poi rinviato al merito della causa e ad oggi non sono esattamente prevedibili i tempi tecnici di definizione del processo, ma non appena sarà resa nota la data di udienza saranno predisposti appositi comunicati.
In tal modo lo stesso Collegio Giudicante si è riservato la possibilità, particolarmente dibattuta in sede di udienza, di pronunciarsi sulla sollevata eccezione da parte dell’Udu di rinviare gli atti di causa alla Corte di Giustizia al fine di valutare l’opportunità di sindacare la legittimità della normativa italiana rispetto alle direttive europee e alla normativa sopranazionale richiedendo la predisposizione di una memoria sull’argomento.
L’attività espletata ha consentito di tentare l’avvio di un’azione diretta all’inversione del granitico orientamento giurisprudenziale del Tar del Lazio che ad oggi non ha concesso alcuna sospensiva ad eccezione di un ricorso individuale da poco avanzato dall’Udu, ma fondato su motivazioni peculiari concernenti un singolo ricorrente.
Tale precedente favorevole da noi ottenuto rappresenta la prima breccia aperta per l’anno accademico corrente su un corso di laurea come Medicina e Chirurgia tassativamente previsto dalla l. 264 del 1999 e mette in luce le contraddizioni di un sistema iniquo che da un lato ha visto i nostri ragazzi confrontarsi su ottanta quesiti di cui poi soli 78 ritenuti validi, da un altro la ripetizione della prova a Catanzaro su 80 quesiti, e da un altro ancora il rifacimento della prova direttamente su 78 quesiti.

Il processo si è poi concluso il 18 giugno 2008 con la vittoria dell'udu e l'accoglimento delle istanze degli studenti.

Nel frattempo il Tar di Firenze ha disposto un accertamento sui posti disponibili negli atenei toscani prendendo atto di quanto da noi denunciato in merito alle cosiddette riserve dei posti, che oltre a mettere in evidenza l'illegittimità delle istruttorie per la definizione numerica delle capienze universitarie, mette in discussione lo stesso metodo dell'accesso programmato.

LETTERE E FILOSOFIA
Anche per tali corsi è stato predisposto un accesso programmato che ha costretto la nostra organizzazione alla proposizione di un ricorso diretto ad eliminare l'ennesima barriera che si frappone tra i nostri studenti e il libero accesso al sapere e anche in tal caso abbiamo vinto.


PROFESSIONI SANITARIE
Per tale corso di laurea è stata predisposta una apposita prova basata su un test a risposta multipla e sulla base della valutazione dei titoli. Sono state presentate all’uopo delle istanze in via di autotutela che hanno determinato la revisione della graduatoria ed è stato presentato un ricorso giurisdizionale che ha determinato l’ingresso in graduatoria dei non ammessi contro tale iniquo sistema di accesso programmato.

FISIOTERAPIA
Vi è stato un accertamento giurisdizionale per un corso di laurea ove non sono stati assegnati tutti i posti del corso di laurea nonostante l'esclusione di alcuni dei nostri ragazzi. È stato così predisposto un ricorso al Tar per far entrare gli studenti in graduatoria e il Collegio ha accolto le nostre istanze.

AZIONE PENALE
L’Udu ha presentato ben due esposti alla Procura della Repubblica di Roma per denunciare le numerosissime irregolarità segnalate da coloro che hanno partecipato nelle Università italiane alle prove di ammissione ai corsi di laurea per l'anno accademico 2007/2008.
Ciò a tutela di ogni singolo candidato e nell’interesse dello Stato alla correttezza, trasparenza e legalità di prove di selezione così importanti per il futuro di migliaia di studenti.
Negli esposti è stato illustrato (ed allegato) l’elevatissimo numero di denunce pervenute all’Udu da parte dei candidati-testimoni di anomalie, tali da compromettere gravemente i principi basilari di par condicio fra i partecipanti a pubblici concorsi, di correttezza e buon andamento degli stessi, di riservatezza dei dati, e di rispetto delle leggi.
Le denunce, pervenute all’organizzazione per le vie brevi, posta cartacea ed elettronica, hanno ad oggetto irregolarità riscontrate nella quasi totalità delle Università italiane (Milano, Torino, Brescia, Pavia, Varese, Genova, Bologna, Modena, Ancona, Firenze, Pisa, Siena, Perugia, Chieti, Roma, L’Aquila, Campobasso, Napoli, Foggia, Messina, Catania, Palermo, Cagliari, Sassari).
Infatti, dalle denunce raccolte è emerso che il fenomeno di “mal costume” si verifica in modo sostanzialmente omogeneo su tutto il territorio nazionale con lo scopo precipuo di privilegiare alcuni concorrenti a danno di altri, e favorire l’accesso ai corsi di laurea a determinati candidati a discapito di altri studenti.

Inoltre, vi illustriamo un caso specifico dettagliatamente rappresentato, tra le altre cose, nel secondo esposto presentato dall’Udu nel mese di novembre, ad integrazione di quanto denunciato nel settembre 2007. Si tratta di un fatto di particolare gravità emerso da un impegnativo lavoro di verifica svolto su centinaia di elaborati dei partecipanti alla prova di ammissione ad un corso di laurea ad accesso programmato di un ateneo laziale. Tali elaborati sono stati acquisiti mediante una continua richiesta di accesso agli atti.
La minuziosa analisi espletata ha condotto all’individuazione di anomalie negli altissimi punteggi attribuiti ai primi 50 candidati ammessi al corso di laurea. Abbiamo riscontrato molteplici correzioni effettuate “in corsa” ovvero successivamente ad una prima risposta data, mediante numerose caselle annerite, ovvero i cosiddetti ripensamenti. È facile osservare che statisticamente le correzioni sono inversamente proporzionali alla posizione più avanzata in graduatoria, ovvero è raro che i primi classificatisi effettuino talmente tanti ripensamenti nelle prove.
Peraltro, dalle nostre verifiche concernenti i risultati dei precedenti anni, abbiamo appurato che mai in alcuna prova vi sono stati tanti ripensamenti e sono state predisposte all'uopo delle analisi statistiche che hanno messo ulteriormente in luce il dato senza precedenti.
I candidati - poi ammessi - hanno optato anche sino a quasi 50 “ripensamenti” delle risposte inizialmente fornite che poi sono risultate esatte con percentuali che si aggirano tra il 90 sino al 100%. Differentemente gli altri studenti - posizionatisi tra le ultime posizioni - non effettuavano in alcuni casi alcun ripensamento e quando li effettuavano vi era un normale margine di errore intorno al 50 %.
Alcuni casi sembrerebbero rappresentare segni di manomissioni esterne e di mano diversa da quella del candidato e si ricollegano alle denunce segnalate all’Udu e relative alla riconsegna degli elaborati alla Commissione con la busta aperta.

Rivedendo i primi 50 test si notano talmente tante caselle annerite che denotano dei chiari segni da rendere quantomeno la prova riconoscibile e di per sé annullabile.
Da quanto sopra rappresentatovi, comprenderete che il lavoro di analisi sulle irregolarità e sugli illeciti, finora condotto, ha lo scopo di fornire elementi utili allo svolgimento di indagini mirate a verificare l’esistenza di un sistema diffuso di illegalità e di mala gestio dei concorsi di accesso agli atenei italiani che mina gravemente principi basilari dello Stato italiano, anche di rilievo costituzionale.
Pertanto abbiamo richiesto un’azione di indagine, da parte delle autorità competenti, ampia, ramificata e coordinata fra le varie Procure della Repubblica del territorio italiano. È stato così da noi predisposto un articolato dossier utile per tutte le Procure Italiane che intendessero indagare sui fatti da noi esposti. Ad oggi ci risulta che la nostra richiesta sia stata accettata con l’apertura di inchieste da Roma, a Milano, a Varese, a Campobasso e a molteplici ed ulteriori capoluoghi ove su più fronti siamo costantemente impegnati.

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