Lunedì, 16 Giugno 2008 11:49

Il successo della sentenza del 18 giugno

Pubblicato in Numero chiuso

Storica vittoria: il tar da ragione agli studenti

Care ragazze e cari ragazzi,

il 18 giugno 2008 è stata aperta una breccia nel muro del numero chiuso, proprio in quella che, fino a poco tempo fa, era una delle sedi più ostili, il Tribunale Amministrativo del Lazio che ha competenza generale in materia e che aveva respinto tutte le sospensive proposte.

Il Tar Lazio ha affermato che l’Udu e gli studenti avevano ragione: la prova andava annullata.

Finalmente è stato annullato un decreto ministeriale emesso ex post ed illegittimamente, che aveva confermato una procedura concorsuale abnorme; sono stati annullati gli avvisi che avevano espunto le domande n. 71 e 79 e gli atti della commissione che avevano reso esecutiva la prova redatta su 80 quesiti.

Siamo riusciti giudizialmente a dimostrare l’erroneità del parere dell’Avvocatura di Stato, espressamente disatteso nel corpus della sentenza; a far dichiarare errati ben (ulteriori) 7 quesiti della prova e a richiamare l’attenzione su errori inaccettabili, imprecisioni incresciose che pongono ulteriormente in crisi la funzione selettiva dei test e spingono ad una profonda riflessione sulle modalità di lavoro delle équipes che formulano con eccessiva approssimazione prove concorsuali da cui ogni anno dipendono le nostre vite e le nostre sorti ed il cui operato non è in alcun modo legislativamente disciplinato.

Il nostro ricorso, dopo un cammino lungo e tortuoso, è stato accolto in più punti e nel merito.
La sentenza emanata costituisce un precedente giurisprudenziale fondamentale e diverrà una pietra miliare in tema di accesso programmato da cui proseguiranno e prenderanno spunto molte azioni giudiziarie volte a denunciare tutti i fenomeni di mala gestio in materia concorsuale.

Il Tar stigmatizza le distorsioni, le anomalie del sistema e i suoi paradossi, da noi messi in luce mediante mesi e mesi di accurate ricerche ed indagini, tracciando nell’esame dei motivi dedotti delle linee guida anche per “orientare la futura attività dell’Amministrazione”.
Anche su questa direttrice si è mosso il ricorso dell’U.d.u. e la sua proposta legislativa dell’8 maggio: costruire un nuovo sistema di formazione e di istruzione nell’interesse degli studenti di oggi e del domani.

La stessa Magistratura riconosce il nostro “auspicio (lodevole) di dotare il sistema italiano di un modello funzionalmente più equo ed efficace, capace di privilegiare il merito e l’attitudine di coloro che aspirino svolgere la professione di medico” “caratterizzato dall’assenza di quiz preselettivi e da un sistema di accesso iniziale aperto a tutti, almeno fino al primo anno di corso che è comune a molte discipline del settore scientifico”.

Anche il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea (per noi non condivisibile) è subordinato al “presupposto che detto sistema sia predisposto con cura, precisione e adeguatezza; caratteristiche imprescindibili di cui nella specie non può predicarsi la sussistenza come è desumibile dall’analisi delle vicende, che hanno scandito lo svolgimento delle prove per l’ammissione nazionale ai corsi a numero programmato di medicina per l’a.a. 2007-2008”.

La decisione del Tar del Lazio di applicare nell’immediatezza la sentenza alla sola Università degli Studi di Roma è assolutamente opinabile in quanto trattasi di un ricorso nei confronti del Ministero e contro atti con efficacia generale, indispensabili e necessari presupposti di tutto il procedimento concorsuale nazionale con consequenziali effetti caducanti per tutte le Università della Repubblica.

Ovvio è nel caso di specie che l’annullamento di atti in rapporto di presupposizione - consequenzialità immediata, diretta e necessaria (nel senso che l'atto successivo si pone come inevitabile conseguenza di quello precedente) comporta effetti con efficacia anche su tutti gli ulteriori atti e nei confronti di tutte le facoltà italiane.

Del resto, è la stessa Magistratura Amministrativa ad affermare che “l’assenza di verbalizzazione della attività elaborate dalla Commissione, in vista e per la predisposizione dei quesiti, conduce a dichiarare l’inesistenza di quell’attività, vizio strutturale che involge ovviamente i risultati di quell’attività, e cioè gli ottanta quesiti oggetto della presente impugnativa”, confutando ogni dubbio sulla natura dei provvedimenti annullati, ovvero di atti con effetti generali e con effetti travolgenti per tutti.
 
Ovvia è dunque la conclusione: il TAR Lazio ha seguito strategicamente la tesi opposta al solo ed esclusivo fine di non stravolgere i corsi ormai avviati in tutti gli atenei.

Il nostro lavoro e la nostra campagna non sono ancora conclusi anche in considerazione di un probabile appello al Consiglio di Stato da parte dell’Avvocatura Generale dello Stato che nel caso di assenza di alcun equo immediato provvedimento legislativo che tenga conto degli interessi di tutti gli studenti ci costringerà ivi a richiedere nuovamente l’estensione della sentenza a tutti, portando contemporaneamente a termine tutti i ricorsi pendenti che abbiamo per ogni città universitaria italiana.

E’ doveroso da parte di tutti noi provare a completare l’opera iniziata qualche mese fa con una serie di azioni civili, penali e amministrative finalizzate a porre rimedio ai deprecabili errori del Miur.

Forti della vittoria dobbiamo proseguire chiedendo una celere ammissione di responsabilità all’Amministrazione, la revisione del sistema di accesso alle Università e soprattutto e in primis la definizione delle posizioni di tutti i soggetti lesi da illeciti e vergognosi errori, certamente non imputabili agli studenti.

Mi rendo conto della difficoltà insita nelle nostre richieste e della complessità di tutta la vicenda, ma è doveroso per noi lottare per i nostri diritti e nel caso specifico per un diritto costituzionalmente tutelato.

Dobbiamo ripartire dalla proposta legislativa dell’8 maggio, dalle nuove politiche universitarie dell’U.d.u. e da quel progetto concreto per arginare il numero chiuso che si ispira, correggendolo e rivedendolo in tutte le sue anomalie, ad un modello come quello francese ove vi è almeno un sistema iniziale di accesso libero aperto a tutti, e dove veniamo valutati per quello che realmente siamo e valiamo.

Cari ragazzi e cari ricorrenti, siamo di fronte ad una grande possibilità per poter cambiare finalmente le cose, tutti ci davano per spacciati ab initio, ma siamo ancora qui, e nessuno pensava che vi potesse essere oramai uno spiraglio per riaprire anche politicamente una questione che tutti oramai ritenevano definitivamente chiusa.

Ora ci serve anche il Vostro aiuto, un fronte unico e compatto per modificare tutti i provvedimenti sul numero chiuso e per ottenere un aumento dei finanziamenti e investimenti infrastrutturali per un’università pubblica, gratuita ed aperta a tutti, e soprattutto per ottenere il maggior numero di immatricolazioni di studenti senza ledere in alcun modo gli interessi degli studenti già ammessi.
È proprio per questo che si ritiene che la sentenza da noi ottenuta debba rappresentare lo spunto per una discussione e per “la possibilità di iniziative, anche di livello legislativo, le quali, in ragione delle peculiarità della vicenda concorsuale, si diano carico dei vari aspetti rilevanti sotto il profilo istituzionale e organizzativo, eventualmente ridefinendo la posizione di TUTTI i soggetti che hanno partecipato alle prove di ammissione” come auspica lo stesso Tribunale Amministrativo che ha giudicato le nostre tesi.

Vi invito pertanto ancora una volta all’Unione tra gli studenti universitari e a collaborare con l’Udu mediante un unico fronte compatto senza inutili divisioni per raggiungere i nostri comuni ed unici obiettivi, poiché sia chiaro, non chiediamo nulla di particolare, vogliamo solo poter studiare. 

A Vostra disposizione.

 

doc Sentenza del TAR del Lazio n°5986

doc Relazione peritale sul test proposto per l’accesso programmato al corso di laurea in medicina e chirurgia – anno accademico 2007/2008.

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