Lunedì, 20 Maggio 2013 11:08

RIGETTO PER GLI APPELLI DELL'UNIVERSITA' DI MESSINA E DEFINITIVA AMMISSIONE DI TUTTI I NOSTRI RICORRENTI

Pubblicato in Numero chiuso

Il C.G.A. ha messo il suo sigillo (C.G.A., 10 maggio 2013, n. 467, Pres. De Nictolis) sullo scorrimento della graduatoria che l’Università di Messina aveva avuto l’obbligo di consentire con la sentenza di primo grado, grazie alla quale centinaia di nostri ricorrenti avevano ottenuto l'ammissione.

L'Università di Messina, infatti, aveva proposto appello avverso le sentenze a noi favorevoli con cui eravamo riusciti a far ammettere i nostri ricorrenti al Corso di Laurea in Medicina nell'a.a. 2010/11; il Collegio ha rigettato l'appello proposto dall'Avvocatura dello Stato, citando proprio le nostre sentenze che, negli ultimi due anni, eravamo riusciti a collezionare innanzi al Consiglio di Stato.

"Il Collegio, infatti, condivide l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato (cfr. ex plurimis, Cons. St., sez. VI, 10 settembre 2009 n. 5434; Id., ordd. n. 647/2012 e n. 1791/2012), secondo cui, in presenza di un rapporto di congruità fra le strutture dell’Università ed il numero complessivo programmato per le iscrizioni al corso di laurea in medicina e chirurgia, la garanzia del diritto allo studio sancita dall’art. 34, primo comma, della Costituzione - che si qualifica come diritto della persona e non soffre di limitazioni in relazione al grado di istruzione - porta a privilegiare la tesi volta ad assicurare lo scorrimento degli studenti comunitari, utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari restati non utilizzati. Pertanto va confermata l’impugnata sentenza di primo grado, laddove ha disposto l’obbligo dell’Amministrazione di consentire lo scorrimento della graduatoria, con le modalità nella stessa indicate".

Si tratta, quindi, di una vittoria costruita in questi due anni su più fronti: dal T.A.R. Catania che, per primo, aveva accolto la nostra tesi ai T.A.R. di Palermo, Catanzaro, Salerno, Cagliari, Brescia, Milano e L'Aquila e, finalmente quest'anno, anche del T.A.R. centrale del Lazio. E’ grazie a queste importanti pronunce anche il Consiglio di Stato cambiò orientamento e centinaia di nostri ricorrenti hanno ottenuto l'ammissione.

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