Visualizza articoli per tag: Tar Lazio http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it Fri, 10 Jul 2020 06:53:32 +0000 Joomla! - Open Source Content Management it-it 1.851 ALLIEVI AGENTI: I RICORRENTI RIAMMESSI CON EMENDAMENTO DEL D.L. RILANCIO. http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2166-1-851-allievi-agenti-i-ricorrenti-riammessi-con-emendamento-del-d-l-rilancio http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2166-1-851-allievi-agenti-i-ricorrenti-riammessi-con-emendamento-del-d-l-rilancio 1.851 ALLIEVI AGENTI: I RICORRENTI RIAMMESSI CON EMENDAMENTO DEL D.L. RILANCIO.

L’annosa vicenda relativa allo scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato sembra finalmente poter trovare una soluzione.

Difatti, all’interno del Decreto Rilancio, il quale verrà discusso in questi giorni in Parlamento, è stato inserito un emendamento all’art. 260, a firma della maggioranza parlamentare, con il preciso scopo di “definire i contenziosi insorti con riguardo al possesso dei requisiti di partecipazione”.

Mediante tale emendamento, il Ministero dell’Interno viene autorizzato all’assunzione di tutti coloro che ottenevano un voto alla prova scritta superiore a 8,250, impugnavano gli atti dinanzi al Giudice Amministrativo e, all’esito delle prove psico-fisiche ed attitudinali, risultino idonei.

Dunque, non solo i 455 idonei (già convocati alle prove) verranno ammessi al corso di formazione, ma anche tutti i restanti ricorrenti in attesa dovranno essere convocati alle prove e, in caso di superamento, assunti a loro volta.” - commenta l’Avv. Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti & Delia – “Finalmente la vicenda sembra giungere ad una soluzione. I nostri ricorsi e l’impegno dell’ANIP Italia Sicura sono stati determinanti affinché la classe dirigente del Paese prendesse coscienza della gravissima illegittimità subita da questi giovani ricorrenti, esclusi da un concorso in cui avevano dimostrato di essere ampiamente meritevoli. Ora la parola spetta al Parlamento che dovrà approvare il Decreto Rilancio e attendiamo di leggere il testo finale. Non escludiamo che la Corte Costituzionale restituisca gli atti al Giudice a quo affinché riesamini la rilevanza della questione alla luce dello ius superveniens.

La classe politica, dunque, ha finalmente preso atto delle numerose pronunce del Giudice Amministrativo, che ha accolto da subito le doglianze dei ricorrenti, disponendo dapprima la convocazione degli stessi agli accertamenti psico-fisici ed attitudinali e poi la rimessione della questione alla Corte Costituzionale.

Il merito di questo risultato va certamente condiviso anche con questi ragazzi” – è il commento del segretario nazionale dell’ANIP Italia Sicura dott. Flavio Tuzi – “che non si sono mai scoraggiati dinanzi all’ingiustizia subita e che hanno lottato fino alla fine con tutti i mezzi leciti a loro disposizione. Nessuno meglio di loro incarna lo spirito che dovrebbe contraddistinguere ogni persona che veste la divisa della Polizia di Stato”.

Il TAR del Lazio con recenti ordinanze ha rimesso la vicenda alla Corte Costituzionale in merito a due ricorsi patrocinati dallo studio legale Bonetti & Delia per nuovi ed ulteriori profili (sia per quanto concerne il nuovo requisito richiesto dei 26 anni di età, sia per quanto riguarda il requisito del titolo di studio) oltre a quelli già esaminati, ritenendo “rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 11, comma 2 bis, lettera b) del decreto-legge numero 135 del 2018, introdotto, in sede di conversione del decreto-legge, dalla legge 11 febbraio 2019, numero 12, nella parte in cui dispone purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare” per contrasto, non solo con gli articoli 97, 3, ma anche in relazione agli artt. 51 e 77 della Costituzione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Polizia di stato Tue, 07 Jul 2020 09:24:37 +0000
CONCORSO DSGA ESITO PROVE SCRITTE: LE NOSTRE AZIONI http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2161-concorso-dsga-esito-prove-scritte-le-nostre-azioni http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2161-concorso-dsga-esito-prove-scritte-le-nostre-azioni CONCORSO DSGA ESITO PROVE SCRITTE: LE NOSTRE AZIONI

In tanti ci state scrivendo all’esito delle prove scritte del concorso DSGA. La strutturazione della prova a meno di questioni di rilevanza penale o di carattere generale che stiamo esaminando all’esito dell’istanza d’accesso, impone di non trascurare la possibile via dell’azione individuale come accaduto in altre concorsi con prova scritta (CONCORSONE DOCENTI 2016).

In quei casi, per primi in Italia, siamo riusciti a far valere, con mirati ricorsi individuali, l’illegittimità di quelle valutazioni e l’ammissione, anche dirette, alle prove orali.

In tali casi, abbiamo contestato, vincendo, le modalità di correzione, il metro di valutazione, l’irragionevolezza di votazioni anormalmente basse rispetto al contenuto delle prove.

Solo all’esito dell’accesso agli atti che sarà molto più ampio rispetto alla richiesta della Vostra singola prova, inoltre, potremo avere contezza dell’esistenza di vizi tali da azionare giudizi collettivi (ad esempio al fine di vagliare i fatti occorsi in Lombardia, etcc).

La complessa fase di accesso e di consulenza sull’esito della Vostra prova, dunque, sarà incentrata all’individuazione di vizi specifici che siano anche riferibili alle nostre precedenti vittorie così da consentire una più veloce delibazione da parte del T.A.R.

Il costo di adesione all’azione individuale è pari ad € 2.500,00 oltre iva cpa e cu. Tale somma rappresenta l’intera quota di adesione dell’azione con riferimento al giudizio di I grado.

Per aderire all’azione è sufficiente seguire le seguenti istruzioni:

1. Compilare il seguente form:

https://docs.google.com/forms/d/1OtaxOXCLXdeSZtW03sIgaX9d8BCnuMT7_2X4E-rMHtg/viewform?edit_requested=true

2. Scaricare la documentazione allegata.

3. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna). Non sono richieste autentiche notarili.

4. Procedere al pagamento della somma attraverso bonifico da effettuare sulle coordinate bancarie rimesse nella documentazione allegate.

5. Inoltro della documentazione di adesione al ricorso a mezzo e-mail all’indirizzo info@avvocatomichelebonetti.it correlata da copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate. Inoltrare, l’originale della medesima documentazione tramite raccomandata a/r all’indirizzo: Studio Legale Avv. Michele Bonetti, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma. 

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Fri, 26 Jun 2020 09:29:41 +0000
SCORRIMENTO 1.851 ALLIEVI AGENTI: IL TAR DEL LAZIO RIMETTE LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE. http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2132-scorrimento-1-851-allievi-agenti-il-tar-del-lazio-rimette-la-questione-alla-corte-costituzionale http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/lavoro/polizia-di-stato/2132-scorrimento-1-851-allievi-agenti-il-tar-del-lazio-rimette-la-questione-alla-corte-costituzionale SCORRIMENTO 1.851 ALLIEVI AGENTI: IL TAR DEL LAZIO RIMETTE LA QUESTIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE.

In data odierna il TAR del Lazio ha pubblicato le prime sentenze non definitive concernenti la nota vicenda dello scorrimento della graduatoria per l’assunzione di 1.851 Allievi Agenti della Polizia di Stato.

Il Collegio del TAR ha mantenuto il proprio orientamento favorevole mostrato fino ad oggi e mediante sentenza non definitiva ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.

Il Giudice delle Leggi, dunque, sarà chiamato a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale della L. n. 12 del 11 febbraio 2019, “nella parte in cui stabilisce che si procederà all’assunzione dei soggetti risultati idonei alla prova scritta d'esame del concorso pubblico per l'assunzione di 893 allievi agenti della Polizia di Stato (bandito con decreto del Capo della Polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza del 18 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4a Serie speciale - n. 40 del 26 maggio 2017) secondo l'ordine decrescente del voto in essa conseguito “purché in possesso, alla data del 1 gennaio 2019, dei requisiti di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 335, nel testo vigente alla data di entrata in vigore della legge 30 dicembre 2018, n. 145, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 2049 del citato codice dell'ordinamento militare”.

Il cambiamento dei requisiti in corsa, con l’abbassamento dell’età da 30 a 26 anni e la richiesta del diploma invece che della licenza media (requisiti inizialmente richiesti) è stato censurato con plurimi ricorsi, di natura individuale e collettiva, dal nostro studio sin dal marzo 2019.

Sin dal primo incontro tenuto presso la nostra sede, lo studio ha sempre auspicato tale esito, che rappresenta una doverosa, se non inevitabile, fase per giungere all’accoglimento definitivo delle ragioni degli aspiranti poliziotti.

Attendiamo la lettura della separata ordinanza mediante cui Collegio rimetterà la questione alla Corte Costituzionale per ulteriori valutazioni, – afferma l’Avv. Bonetti - ma la rimessione alla Corte Costituzionale rappresenta un importante risultato per tutti i nostri ricorrenti”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Polizia di stato Wed, 20 May 2020 15:31:51 +0000
CONCORSI PUBBLICI: QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’AMMISSIONE DEI CONCORRENTI ESCLUSI A SEGUITO DI PROVVEDIMENTO DEL G.A. SULLA GRADUATORIA FINALE? E’ ATTO, IN PARTE QUA, IMPUGNABILE? http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2100-concorsi-pubblici-quali-sono-gli-effetti-dell-ammissione-dei-concorrenti-esclusi-a-seguito-di-provvedimento-del-g-a-sulla-graduatoria-finale-e-atto-in-parte-qua-impugnabile http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2100-concorsi-pubblici-quali-sono-gli-effetti-dell-ammissione-dei-concorrenti-esclusi-a-seguito-di-provvedimento-del-g-a-sulla-graduatoria-finale-e-atto-in-parte-qua-impugnabile CONCORSI PUBBLICI: QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’AMMISSIONE DEI CONCORRENTI ESCLUSI A SEGUITO DI PROVVEDIMENTO DEL G.A. SULLA GRADUATORIA FINALE? E’ ATTO, IN PARTE QUA, IMPUGNABILE?

Il T.A.R. del Lazio accogliendo la tesi dell’Avvocato Santi Delia – founder di Bonetti & Delia – ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso la graduatoria ENAC a 37 posti di Ispettore aeroportuale che rimane in vigore anche con riguardo ai soggetti ammessi pur se in possesso di un voto di laurea inferiore a 105/110.

Il fatto.

23 febbraio del 2018 l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (d’ora in poi ENAC) bandiva il concorso pubblico a 37 posti di Ispettore aeroportuale nei ruoli del personale dell’ENAC, area operativa – categoria C, posizione economica C1 di cui al CCNL del personale non dirigente.

In particolare, tra i requisiti di accesso a tale procedura, l’art 2 del bando, relativo ai requisiti di ammissione, prevedeva che fosse necessario “essere in possesso di un Diploma di Laurea in Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche o lauree equipollenti, conseguito con votazione non inferiore a 105/110”.

La questione sorge proprio a causa dell’ultimo requisito appena menzionato. Infatti i candidati sprovvisti di tale votazione sarebbero stati esclusi dalla procedura concorsuale.

Accade che, a seguito di azione giudiziale proposta dinnanzi il TAR Lazio, taluni candidati impugnavano la sopracitata previsione della lex specialis ritenendola, appunto, illegittima.

Così Il giudice di prime cure, in fase cautelare, consentiva ai ricorrenti di partecipare alle prove concorsuali e, successivamente, con sentenza n. 7777/2019, accoglieva definitivamente il ricorso così che la graduatoria definitiva comprendeva anche i soggetti esclusi.

L’Amministrazione procedente, nel rispetto della parità di trattamento oltre che per evitare, evidentemente, il sorgere di ulteriori contenziosi, estendeva gli effetti del provvedimento giudiziale anche ai candidati non ricorrenti che si trovavano nella medesima situazione.

La clausola del bando, avendo appunto effetti erga omnes, è stata prima sospesa e poi annullata per tutti i candidati a nulla valendo l’impugnazione tempestiva o meno della stessa.

La vicenda, seppur non ancora conclusa, a causa della proposizione del gravame dinnanzi al Consiglio di Stato da parte dell’ENAC, percorre adesso una via trasversale.

La questione processuale: è impugnabile la graduatoria in ragione dell’ammissione di taluni soggetti in forza di provvedimenti giudiziali?

Tale via è stata, per l’appunto, tracciata da una dei concorrenti che, anziché utilizzare il tradizionale rimedio dell’appello o dell’opposizione di terzo, decide di introdurre un nuovo ed autonomo giudizio dinnanzi al TAR Lazio, chiedendo l’annullamento della graduatoria, nel frattempo pubblicata in data 03/12/2019, nella parte in cui conteneva i soggetti ammessi dallo stesso T.A.R. Lazio.

Il nostro studio è intervenuto in tale giudizio al fianco dei soggetti ammessi a partecipare al concorso in disapplicazione della clausola limitative legata al voto di laurea (di cui all’art. 2 del bando di concorso), sostenendo l’inammissibilità dell’azione proposta in quanto l’ampliamento degli effetti della sentenza a tutti i candidati, non risulta, come erroneamente ritenuto dalla ricorrente, illegittimo, ma dettato dalla necessità di eseguire un provvedimento giurisdizionale che, per sua natura, produce effetti erga omnes.

Solo in sede di gravame, dunque, la ricorrente avrebbe dovuto censurare la sentenza così da impedirne gli effettie non certo con autonoma azione.

La questione, quindi, non può essere posta in termini di illegittimità del provvedimento amministrativo posto, per l’appunto, in esecuzione della sentenza, ma solo in termini di una possibile illegittimità attinente la sentenza emessa, dato che la stessa non solo ha permesso l’ampliamento del numero dei candidati partecipanti al concorso, ma ha altresì fornito loro la possibilità, nonostante l’assenza del requisito richiesto dal bando, di essere inseriti, all’esito del concorso, nel novero dei vincitori.

Per tali ragioni il ricorso, così come confermato dalla sentenza n. 4242 del 27 aprile 2020, non può che essere inammissibile poichè non è contestabile il provvedimento dell’Amministrazione, nella specie la graduatoria finale, adottato in esecuzione di un provvedimento giudiziale, ma soltanto il provvedimento giudiziale, quest’ultimo peraltro effettivamente impugnato dinnanzi al Consiglio di Stato (dall’Amministrazione) ed in attesa di decisione.

In definitiva queste le parole del Giudice Amministrativo nella sentenza da ultimo citata: “Il ricorso non può essere accolto perché attraverso la sua proposizione si vuole contestare l’esito parziale di un giudizio promosso da coloro che risultavano esclusi per mancanza di un voto di laurea pari almeno a 105/100 e che ha visto l’ammissione con riserva in sede cautelare e la successiva sentenza di accoglimento del ricorso con appello dell’ENAC fissato per l’udienza del 21.4.2020 innanzi al Consiglio di Stato. La ricorrente avrebbe dovuto appellare la sentenza del TAR che aveva confermato l’ammissione con riserva: se anziché proporre appello, anche incidentale, ogni controinteressato potesse contestare l’atto frutto di provvedimento giurisdizionale proponendo autonomo contenzioso, ci sarebbe una moltiplicazione di contenziosi anziché utilizzare il rimedio dell’appello o dell’opposizione di terzo” tale ultima possibilità, tra l’altro, assolutamente contraria ai principi del nostro ordinamento giuridico inerenti alla ragionevole durata e speditezza dei processi.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Mon, 04 May 2020 08:39:21 +0000
NUOVA SENTENZA DI ACCOGLIMENTO DEL TAR DEL LAZIO SUL PASSAGGIO AD ANNI SUCCESSIVI AL PRIMO IN MEDICINA E CHIRURGIA. http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2072-nuova-sentenza-di-accoglimento-del-tar-del-lazio-sul-passaggio-ad-anni-successivi-al-primo-in-medicina-e-chirurgia http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2072-nuova-sentenza-di-accoglimento-del-tar-del-lazio-sul-passaggio-ad-anni-successivi-al-primo-in-medicina-e-chirurgia NUOVA SENTENZA DI ACCOGLIMENTO DEL TAR DEL LAZIO SUL PASSAGGIO AD ANNI SUCCESSIVI AL PRIMO IN MEDICINA E CHIRURGIA.

Il TAR del Lazio è tornato a pronunciarsi sull’accesso ai corsi a numero programmato di Medicina e più precisamente sul ricorso, patrocinato dallo studio legale Bonetti & Delia, di uno studente che richiedeva il passaggio ad anni successivi al primo presso l’Università degli Studi Dell’Aquila.

Nel ricorso si deduceva in primis la violazione della L. n. 264/1999, la quale prevede che il superamento del test costituisce requisito di ammissione indefettibilmente richiesto per accedere alla facoltà di Medicina e Chirurgia, in aggiunta al diploma di scuola secondaria superiore, ma non anche per ottenere il trasferimento ad anni successivi al primo in presenza di posti disponibili.

Nel caso di specie, il ricorrente aveva superato diversi esami riconoscibili al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Già con ordinanza cautelare del 22 marzo 2019, il TAR del Lazio accoglieva le ragioni difensive del ricorrente, alla luce dei principi interpretativi desumibili dalla nostra nota sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 28 gennaio 2015, disponendo, pertanto, l’immatricolazione con riserva del ricorrente.

Con la sentenza del 18 marzo 2020, il TAR ha confermato tale pronuncia, ribadendo con forza i principi statuiti dall’Adunanza Plenaria del 2015, ossia che “nessuno specifico requisito di ammissione, invece, è formalmente richiesto per i trasferimenti, disciplinati dall’art. 3, commi 8 e 9 del D.M. del 16 marzo 2007 (Determinazione delle classi di laurea magistrale): le citate norme si limitano infatti a disporre il riconoscimento dei crediti già maturati dagli studenti, in caso di passaggio non solo ad una diversa Università, ma anche ad un diverso corso di laurea”.

Pertanto, “solo per il primo accesso alla Facoltà, pertanto, appare ragionevole un accertamento della predisposizione agli studi da intraprendere, mentre per gli studenti già inseriti nel sistema (ovvero, già iscritti in Università italiane o straniere) può richiedersi soltanto una valutazione dell’impegno complessivo di apprendimento: impegno, dimostrato con l’acquisizione dei crediti, corrispondenti alle attività formative compiute”;

Secondo il TAR, i principi basilari sopra sintetizzati si adattavano perfettamente al caso di specie, ove il ricorrente aveva maturato in facoltà italiane diverse da Medicina e Chirurgia, crediti formativi “spendibili” in quest’ultima facoltà.

Inoltre, il TAR del Lazio si è pronunciato sull’ulteriore requisito della presenza di posti disponibili. Più in particolare, ha affermato che la sussistenza di posti disponibili presso l’Ateneo con riguardo al IV e V anno costituisse una valida motivazione per confermare l’immatricolazione del ricorrente, pur avendo lo stesso presentato domanda per il trasferimento al III anno. Dunque, il Giudice Amministrativo sottolinea ancora una volta che, ai fini della sussistenza di posti disponibili, debba considerarsi l’intera coorte dei VI anni di corso.

Non solo. Il TAR ha anche tenuto in giusta considerazione l’intervenuta immatricolazione al corso di laurea in Medicina a seguito dell’ordinanza cautelare, evidenziando che, “in ogni caso, l’ormai lunga frequenza del corso con lo svolgimento di tutte le attività formative previste dall’ordinamento degli studi, dimostra “ex post” l’adeguatezza della struttura all’accoglimento del candidato”.

Con soddisfazione commenta l’Avv. Michele Bonetti: “Siamo lieti di aver ottenuto un altro provvedimento definitivo che sancisce l’immatricolazione della ricorrente basato sui principi statuiti dall’Adunanza Plenaria n. 1/2015. Ancora una volta" conclude l'Avv. Bonetti "il Giudice Amministrativo ha fornito una corretta applicazione della L. n. 264/1999, che regola l’ingresso ai corsi ad accesso programmato, disponendo l’immatricolazione ad anni successivi al primo, in presenza di posti disponibili, di un soggetto che ha conseguito moltissimi CFU e, dunque, si è dimostrato ampiamente meritevole. In questo momento particolare per il Paese, toccato dall’emergenza per la nota vicenda del Covid-19, a maggior ragione bisogna aprire gli accessi alla facoltà di Medicina, garantendo non solo il diritto allo studio ma anche il diritto alla salute dei cittadini che per anni hanno visto programmazioni sottostimate da parte degli Atenei e dai Ministeri dell’Università e della Salute”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Wed, 18 Mar 2020 14:56:16 +0000
CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI: DOPO LA VITTORIA AL TAR APERTE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2069-concorso-funzionari-giudiziari-dopo-la-vittoria-al-tar-aperte-le-adesioni-al-ricorso-straordinario http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche-e-medicina-generale/2069-concorso-funzionari-giudiziari-dopo-la-vittoria-al-tar-aperte-le-adesioni-al-ricorso-straordinario CONCORSO FUNZIONARI GIUDIZIARI: DOPO LA VITTORIA AL TAR APERTE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO

Tra il 12 novembre e il 18 novembre 2019, presso la Nuova Fiera di Roma, si sono svolte le prove preselettive del “Concorso pubblico per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive n. 2329 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Funzionario nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia”.

Da un’attenta e oculata analisi del test somministrato sono emerse molteplici incongruenze, oltre a plurime domande ambigue. 

Su tale aspetto abbiamo già vinto al T.A.R.

Per tali ragioni, riteniamo che sia doveroso tutelare la posizione di tutti i soggetti esclusi dalla prova preselettiva e, in particolare, coloro che in ragione degli errori o la mancata risposta a quesiti ambigui, errati o comunque contestabili, sono stati esclusi.

La prima Sezione del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia sul concorso di reclutamento per 2.329 unità per il profilo di funzionario giudiziario.

Alcuni esclusi hanno ricorso al TAR che, avallando la tesi degli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto la domanda cautelare consentendo ai nostri ricorrenti di ottenere l’ammissione alle successive prove scritte da cui erano stati esclusi. A differenza di quanto prospettato in altri ricorsi fondati su altri aspetti e che il T.A.R. ha respinto, la strategia dello studio, questa volta, si è concentrata nell’individuazione di censure specifiche su due quesiti ritenuti errati.

Si trattava, in particolare, dei quesiti nn. 26 (che riguardava il tema dell’obbligatorietà e gratuità dell’insegnamento nel nostro Paese) e 30 riferito alle “forme di raccordo di tipo organizzativo tra Stato e Regioni”.

Chi ha errato una o entrambe tali domande ed è fuori proprio in ragione di tali errori, può agire con ricorso straordinario al fine di ottenere l’ammissione alle successive prove.

Ciò posto, lo Studio Legale degli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, a seguito della pubblicazione della graduatoria di ammissione alla successiva prova scritta, ha deciso di predisporre delle nuove azioni giudiziali volte alla tutela di tutti i candidati illegittimamente esclusi dalla procedura concorsuale.

Due le principali azioni che lo studio predisporrà:

A) Un ricorso STRAORDINARIO di natura collettiva, al costo di 250 euro ove tali vizi sulle domande non verranno chiaramente dedotti con specifico riguardo al singolo ricorrente.

B) Un ricorso di tipo individuale al costo di 2500 euro oltre IVA e CPA, in cui verrà valutata l’incidenza delle due domande.

Si precisa che al fine di poter esperire il ricorso di tipo collettivo è necessaria l’adesione di almeno 30 soggetti esclusi dalla procedura concorsuale in questione.

La scadenza è fissata al 5 marzo 2020 e, per poter aderire, è necessario seguire le istruzioni di seguito indicate, compilando e sottoscrivendo tutta la documentazione presente:

1) COMPILARE IL FORM ON LINE DI ADESIONE ACCEDENDO A QUESTO LINK;

https://forms.gle/syHvFr5zzVdMWCMw6

2) SCARICARE E COMPILARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE CARTACEA ALLEGATA ALLA PRESENTE;

3) Bonificare la quota alle COORDINATE ALLEGATE;

4) Inviare la superiore documentazione e la ricevuta di bonifico via mail a info@avvocatomichelebonetti.it  scansionata

5) Inviare la medesima documentazione e la ricevuta di bonifico a mezzo posta con raccomandata a.r. allo studio di Roma, via di San Tommaso D’Aquino 47 -00136

Fuori dalla busta dovete indicare RICORSO CONCORSO FUNZIONARIO GIUDIZIARIO 2019.

 

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) News Tue, 03 Mar 2020 11:49:26 +0000
ANCORA UNA VOLTA PER PRIMI SUL TEMA CONCORSI PUBBLICI: VITTORIA AL T.A.R. SUL CONCORSO CHE HA VISTO PARTECIPARE 115.000 ASPIRANTI FUNZIONARI GIUDIZIARI. http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/altre-campagne/2067-ancora-una-volta-per-primi-sul-tema-concorsi-pubblici-vittoria-al-t-a-r-sul-concorso-che-ha-visto-partecipare-115-000-aspiranti-funzionari-giudiziari http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/altre-campagne/2067-ancora-una-volta-per-primi-sul-tema-concorsi-pubblici-vittoria-al-t-a-r-sul-concorso-che-ha-visto-partecipare-115-000-aspiranti-funzionari-giudiziari ANCORA UNA VOLTA PER PRIMI SUL TEMA CONCORSI PUBBLICI: VITTORIA AL T.A.R. SUL CONCORSO CHE HA VISTO PARTECIPARE 115.000 ASPIRANTI FUNZIONARI GIUDIZIARI.

La prima Sezione del Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia sul concorso di reclutamento per 2.329 unità per il profilo di funzionario giudiziario.

In 115.000 avevano presentato la domanda per presentarsi alla prima prova in “appena” 35.000 candidati. Quasi 7.000 gli ammessi alla seconda prova.

Alcuni esclusi hanno ricorso al TAR che, avallando la tesi degli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, ha accolto la domanda cautelare consentendo ai nostri ricorrenti di ottenere l’ammissione alle successive prove scritte da cui erano stati esclusi.

A differenza di quanto prospettato in altri ricorsi fondati su altri aspetti e che il T.A.R. ha respinto, la strategia dello studio, questa volta, si è concentrata nell’individuazione di censure specifiche su due quesiti ritenuti errati.

Si trattava, in particolare, dei quesiti nn. 26 (che riguardava il tema dell’obbligatorietà e gratuità dell’insegnamento nel nostro Paese) e 30 riferito alle “forme di raccordo di tipo organizzativo tra Stato e Regioni”.

“La domanda sulla scuola dell’obbligo”, in particolare, chiarisce l’Avvocato Michele Bonetti, founder di Bonetti & Delia, che ha seguito il contenzioso, ci ha letteralmente fatto saltare dalla sedia giacchè, da oltre 15 anni, lo studio annovera tra le specializzazioni particolarmente curate quella del diritto allo studio.

Nonostante sia dato notorio come nel nostro sistema l’istruzione obbligatoria sia impartita per almeno 10 anni e riguardi la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni, il quesito, riferendosi solo nelle risposte al disposto dell’art. 34, 2° comma, della Costituzione, indicava la durata di almeno 8 anni e dunque sino ai 14 anni. In disparte l’errato tecnicismo nella formulazione del quesito che, comunque, non prevedeva nel suo testo di riferirsi al solo dettato costituzionale inducendo, così, in errore i candidati, il tema è evidentemente un altro.

Il giudice amministrativo ha avallato a pieno le censure presentate dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia rilevando che “si apprezza la fondatezza del primo dei motivi di ricorso, avuto riguardo alla non chiarissima formulazione delle domande oggetto di contestazione ed alla opinabilità delle risposte indicate dalla Amministrazione come corrette;”

Nei commenti che, da più parti, mi si chiede di rassegnare, da legale che da un decennio segue queste procedure concorsuale a quiz, mi sono sentito di lanciare un monito alle Amministrazioni a cambiare le modalità di somministrazione di questi quesiti pescati, in questo caso da FORMEZ, da loro banche dati (in qualche caso) ormai datate. Non ritengo concepibile, difatti, che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perchè.

La ragione, invero, è sin troppo semplice e, chi scrive, l’ha denunciata ormai 11 anni fa. All’esito del test di ammissione nazionale a Medicina, la lotteria dei quiz impazzì sfornando una batteria con 8 errori poi conclamati da T.A.R. e Consiglio di Stato. Perchè? Semplicissimo. Chi ha fatto quei quiz è lo stesso soggetto che li validati. Li aveva, in altre parole, formulati e poi ha, esso stesso, confermato che fossero corretti e validi ai fini di quella selezione.

Una contraddizione, in termini.

In quella tipologia di test, da allora, si avviò una procedura di validazione successiva alla formulazione che, certamente, fece diminuire il numero degli errori senza tuttavia eliminarla del tutto.

Lo stesso Ministero, il T.A.R. o il Consiglio di Stato, difatti, trovarono errori nei test degli anni successivi, sino a quello del T.F.A. con 23 quiz su 60 errati.

La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova, è una delle maggiori lacune presenti in tutte le procedure concorsuali attivate dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi al Tar giacché impedisce la selezione dei migliori. È fondamentale, anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’amministrazione riveda immediatamente queste banche dati e il sistema di selezione perché profondamente lacunoso”.

Il tema, dunque, non è affatto se quel quiz poteva essere formulato correttamente imponendo ai candidati di limitarsi a ricordare il tempo minimo dell’istruzione obbligatoria in Italia, quanto il fatto che, a parere di chi scrive, non ha senso alcuna la somministrazione di un quesito di questo tipo quando, a ben vedere, la Legge è andata oltre, correttamente, il dato costituzionale.

Se il concorso pubblico è diventato un quiz, ben (a malincuore) venga. Si cambi l’intero sistema di formazione e istruzione e si prepari, sin da allora, la futura pubblica amministrazione a ragionare in tali termini. Successivamente, soprattutto, si eviti pescare quiz enigmistici da banche dati obsolete e non validate in maniera seria e coscienziosa solo perchè, grazie a tali sistemi di appalto, si riesce a risparmiare sulla gestione di un pubblico concorso.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Altre campagne Mon, 02 Mar 2020 09:23:31 +0000
MEDICINA VETERINARIA A.A. 2019/2020: IL TAR DEL LAZIO RIAMMETTE IN GRADUATORIA IL NOSTRO RICORRENTE E IL MIUR E IL CINECA SBLOCCANO LE GRADUATORIE. http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2059-medicina-veterinaria-a-a-2019-2020-il-tar-del-lazio-riammette-in-graduatoria-il-nostro-ricorrente http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/numero-chiuso/2059-medicina-veterinaria-a-a-2019-2020-il-tar-del-lazio-riammette-in-graduatoria-il-nostro-ricorrente MEDICINA VETERINARIA A.A. 2019/2020: IL TAR DEL LAZIO RIAMMETTE IN GRADUATORIA IL NOSTRO RICORRENTE E IL MIUR E IL CINECA SBLOCCANO LE GRADUATORIE.

Con la recente ordinanza n.269/2020, il TAR del Lazio ha accolto le tesi dell’Avvocato Michele Bonetti, founder dello studio legale Bonetti&Delia, ordinando così l’immediato reinserimento di un giovane studente universitario nella graduatoria nazionale del corso di laurea in Medicina Veterinaria.

Tale tesi, fondata sulla prevalenza del principio sostanzialista su quello formale e sulla irrilevanza delle irregolarità quando si è al cospetto di diritti costituzionali – come il diritto allo studio –, è stata confermata in un contenzioso promosso dallo studio legale a partire dall’anno 2005. 

Il ricorrente dopo aver affrontato con successo il test d’ingresso era risultato assegnato presso l’ateneo ambito a seguito del primo scorrimento della graduatoria; nel pieno rispetto delle disposizioni ministeriali e del bando di ateneo, aveva dunque proceduto ad inoltrare regolare domanda di immatricolazione, nel rispetto altresì del termine di 4 giorni ivi indicato.

Ciononostante il giovane studente, vedendo rigettata la propria istanza di immatricolazione e con essa la possibilità di coltivare la propria aspirazione formativa e professionale, si è rivolto all’Unione degli Universitari – associazione nazionale studentesca da sempre sensibile alle problematiche inerenti in particolar modo il diritto allo studio e il problema del numero chiuso – al fine di vedere tutelati i propri diritti.

In maniera del tutto illegittima l’università resistente aveva infatti ritenuto che il ricorrente, non avendo provveduto anche al pagamento della prima rata delle tasse universitarie entro il termine di 4 giorni, andava considerato come “rinunciatario”, con conseguente cancellazione dalla graduatoria nazionale.

Impugnato il diniego all’immatricolazione, il TAR del Lazio emanava l’ordinanza in commento con cui, dichiarata preliminarmente la sospensione del provvedimento impugnato, veniva altresì chiarito: “né il bando dell’Università, né il presupposto del d.m. n. 277 del 28 marzo 2019 stabilisce che i candidati assegnati debbano procedere entro il predetto termine di quattro giorni anche al pagamento della prima rata delle tasse universitaria”.

La pronuncia in parola ha pertanto ordinato all’Amministrazione resistente, l’immediato reinserimento del ricorrente nella graduatoria nazionale.

L’ordinanza del Tar Lazio assume grande valore nella misura in cui ha condannato l’illegittima condotta dell’Amministrazione, la quale, respingendo l’istanza di immatricolazione sulla base di una mera irregolarità - per di più nemmeno menzionata come motivo di esclusione dalla normativa posta a disciplina della materia – ha chiaramente violato il principio del merito e dell’uguaglianza sostanziale.

Trattasi di un’altra fondamentale vittoria ottenuta dallo studio legale a tutela del diritto allo studio; diritto allo studio che, come nella vicenda appena narrata, rischia di essere continuamente ed irragionevolmente pregiudicato da condotte ingiuste ed illegittime dall’Amministrazione.

Per maggiori informazioni su irregolarità e illegittimità che non permettono l’immatricolazione potete contattare lo studio o l’UDU ai seguenti indirizzi email:

- info@avvocatomichelebonetti.it

- organizzazione@unionedegliuniversitari.it

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Numero chiuso Fri, 24 Jan 2020 11:16:20 +0000
DIFETTO DI MOTIVAZIONE E GIUDIZI DI INIDONEITA’ ALL’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2054-difetto-di-motivazione-e-giudizi-di-inidoneita-all-abilitazione-scientifica-nazionale http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2054-difetto-di-motivazione-e-giudizi-di-inidoneita-all-abilitazione-scientifica-nazionale DIFETTO DI MOTIVAZIONE E GIUDIZI DI INIDONEITA’ ALL’ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE

In data 03 gennaio 2020 il T.A.R. del Lazio pubblica un’importante sentenza di merito, ancora una volta, relativa al concorso nazionale per l’abilitazione a professori universitari.

La sentenza, tra i primissimi provvedimenti del nuovo anno, pone l’accento sulla necessarietà di un’adeguata motivazione del provvedimento adottato dalle Commissioni, dunque su uno dei requisiti dell’atto amministrativo, nei giudizi per conseguire l’abilitazione nazionale.

Secondo il Tribunale di Roma la valutazione adottata dal MIUR sarebbe stata viziata da una “palese parzialità”, avendo la Commissione giudicato solo su alcuni aspetti del curriculum scientifico della candidata in questione e senza una congrua motivazione imposta dalla legge.

La candidata, in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando di selezione, aveva ottenuto un giudizio negativo frutto di un’apodittica comparazione tra il proprio curriculum scientifico- professionale e quello di un’altra candidata. Per i due candidati, di cui venivano posti a confronto i curricula, i medesimi lavori frutto della ricerca scientifica, anche svolta in collaborazione, venivano valutati in maniera opposta, concedendo l’abilitazione solo ad una delle due. La commissione di concorso non aveva opportunamente valutato parte delle pubblicazioni in cui era ricavabile il contributo personale della ricercatrice, fermandosi al solo confronto negativo su alcuni lavori.

La parzialità della motivazione resa comporta l’illegittimità del giudizio e l’annullabilità del provvedimento amministrativo, integrando la violazione di legge e, nello specifico, dell’art. 3 della legge n. 241/90.

Nel caso delle procedure abilitative in questione, ha sottolineato il Giudice Amministrativo, “occorre procedere sia ad una sintetica descrizione delle pubblicazioni presentate sia ad un sintetico esame delle stesse, che non tutte le Commissioni svolgono, ed individuare chiaramente le ragioni che hanno giustificato la formulazione del giudizio negativo”.

È evidente che quanto opportunamente evidenziato dall’Organo di Giustizia Amministrativa sia frutto di una molteplicità e varietà di problematiche riscontrabili in una procedura tanto complessa, come quella che ha riguardato la pronuncia qui in esame. Da tali problematiche non è insolito ricavare vizi della procedura che possano comportare l’annullamento con l’effetto di una nuova e corretta valutazione.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Wed, 08 Jan 2020 09:49:10 +0000
Il T.A.R. del Lazio conferma l’orientamento sui vizi della procedura per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2034-il-t-a-r-del-lazio-conferma-l-orientamento-sui-vizi-della-procedura-per-l-abilitazione-scientifica-nazionale-asn http://ww.w.avvocatomichelebonetti.it/campagne/universita/abilitazioni-scientifiche-nazionali/2034-il-t-a-r-del-lazio-conferma-l-orientamento-sui-vizi-della-procedura-per-l-abilitazione-scientifica-nazionale-asn Il T.A.R. del Lazio conferma l’orientamento sui vizi della procedura per l’Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN)

È di recentissima pubblicazione l’ultima sentenza del TAR del Lazio che conferma i vizi della procedura concorsuale sull’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Oggi, dopo l’accoglimento che nei giorni scorsi aveva portato ad un'altra vittoria per un aspirante professore di prima fascia (vedasi il seguente link) di cui si possono leggere le motivazioni nel provvedimento allegato, l’Organo della Giustizia Amministrativa conferma il proprio orientamento annullando il giudizio negativo a carico del ricorrente.

Merita di essere menzionata, anche nella fattispecie odierna, la previsione dell’art. 8 del D.P.R. 95/2016 che impone una specifica e congrua motivazione da parte della Commissione concorsuale quando sia stato reso un parere pro veritate favorevole per il candidato.

Il Tribunale Amministrativo ha pertanto deciso per l’annullamento della valuzione illegittima e ha imposto al M.I.U.R. di procedere ad una nuova valutazione del candidato che possa riparare al danno da esso subito.

Si riscontrano forti analogie con altri procedimenti annullati dalla Giusitizia Amministrativa anche per settori concorsuali differenti tra loro.

È l’ulteriore indizio, riporta il patrocinatore dell’azione e fondatore del’omonimo Studio legale, l’Avv. Michele Bonetti, “che ogni valutazione operata dalle Commissioni comporta una specifica analisi e deve essere parametrata al caso di specie, non potendosi escludere a priori eventuali errori di giudizio”.

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claudia.palladino@avvocatomichelebonetti.it (Claudia Palladino) Abilitazioni Scientifiche Nazionali Mon, 09 Dec 2019 15:25:42 +0000